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Il 60% degli adulti occidentali convive con almeno una malattia cronica, con l'AI la cura punta a un unico percorso per tutte le patologie
Cos’è successo
Nei Paesi occidentali oltre il 60% degli adulti convive con almeno una malattia cronica, mentre una quota crescente presenta multimorbidità, cioè due o più patologie contemporaneamente. Diabete, obesità, ipertensione, insufficienza renale, osteoporosi e malattie cardiovascolari condividono spesso gli stessi fattori di rischio e tendono a comparire nello stesso individuo.
Nonostante questo, i sistemi sanitari continuano a essere organizzati attorno alle singole specialità e alle singole malattie. Negli ultimi anni, però, l'arrivo di farmaci multitarget – come gli agonisti del GLP-1 – e lo sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale stanno favorendo un approccio più integrato, centrato sul paziente piuttosto che sull'organo colpito.
Perché conta
- La multimorbidità diventa la norma. Curare una sola patologia alla volta rischia di non essere più sufficiente in una popolazione sempre più anziana e complessa;
- Servono percorsi di cura integrati. Cartelle cliniche condivise, team multidisciplinari e strumenti digitali saranno essenziali per coordinare terapie sempre più numerose e personalizzate;
- Anche l'innovazione cambia direzione. Cresce l'interesse per farmaci e strategie capaci di agire contemporaneamente su più patologie, migliorando l'healthspan oltre che la sopravvivenza.
Adesso
- L'intelligenza artificiale potrebbe diventare il coordinatore delle cure, aiutando i clinici a gestire pazienti con molteplici diagnosi e terapie concomitanti;
- Le sperimentazioni cliniche dovranno rappresentare meglio il paziente reale, includendo sempre più persone con multimorbidità invece di escluderle;
- I sistemi sanitari saranno chiamati a ripensare la propria organizzazione, passando da un modello costruito sulle singole malattie a uno progettato attorno ai bisogni complessivi della persona.