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Il 43% delle aziende agricole europee ha accesso a Internet e solo il 7% usa robot autonomi

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Il 43% delle aziende agricole europee ha accesso a Internet e solo il 7% usa robot autonomi

Cos’è successo

Eurostat ha pubblicato il 24 luglio i dati aggiornati al 2023 sulla digitalizzazione delle aziende agricole europee, restituendo un quadro di adozione ancora molto disomogeneo tra Stati membri e tecnologie. Circa il 43% delle aziende agricole dell’Ue dichiara di avere accesso a Internet, con Paesi del Nord e Centro Europa come Danimarca, Germania, Slovacchia, Lettonia, Cechia e Austria sopra il 90%, un divario enorme rispetto alla media continentale.

Sul fronte degli strumenti digitali più avanzati, i sistemi informativi di gestione aziendale, le piattaforme digitali per la gestione delle operazioni agricole, sono utilizzati da circa l’11% delle aziende Ue, con la Francia in testa a quota 60%. L’adozione della robotica, cioè macchinari capaci di operare autonomamente senza intervento umano diretto, resta invece marginale, coprendo circa il 7% di tutte le aziende agricole europee. Sul fronte dell’agricoltura di precisione, il 18% delle aziende con superficie agricola utilizzata applica tecnologie come robotica per i prodotti fitosanitari, irrorazione a bande, tecniche a rateo variabile o monitoraggio di precisione di colture e suolo, gestendo però circa il 44% della superficie agricola utilizzata complessiva dell’Ue.

Perché conta

I dati mostrano che la tecnologia digitale in agricoltura non si sta diffondendo in modo uniforme, ma si concentra in poche aree e su poche pratiche specifiche.

  • Le aziende che adottano la precisione gestiscono una quota di terreno sproporzionata rispetto al loro numero: solo il 18% delle aziende applica tecniche di agricoltura di precisione, ma queste gestiscono quasi la metà della superficie agricola utilizzata dell’Ue, segno che l’adozione è trainata soprattutto dalle aziende di dimensioni maggiori, più capaci di sostenere gli investimenti necessari;
  • Il divario tra Stati membri è enorme anche sull’agricoltura di precisione: Lussemburgo, Finlandia ed Estonia superano il 75% di superficie gestita con queste tecniche, mentre Cipro si ferma a circa l’1% e Grecia e Romania restano tra il 10% e il 15%, un divario che rischia di tradursi in differenze di produttività e competitività sempre più marcate tra Nord e Sud Europa;
  • L’accesso a Internet resta il collo di bottiglia di base: con il 57% delle aziende ancora prive di connessione, gran parte del potenziale delle tecnologie più avanzate, dai sistemi di gestione ai sensori per l’agricoltura di precisione, resta inaccessibile a una fetta consistente del tessuto agricolo europeo prima ancora di arrivare alla fase degli investimenti tecnologici veri e propri.

Adesso

  • La Francia resta un caso di studio sui sistemi di gestione aziendale: con il 60% di adozione dei sistemi informativi di gestione, ben oltre la media Ue dell’11%, il Paese offre un possibile modello di riferimento per capire cosa abbia funzionato nella diffusione di questi strumenti tra gli agricoltori;
  • La riforma PAC 2028-2034 taglia i fondi ma sposta parte dell’innovazione su altri canali: la proposta di bilancio pluriennale presentata dalla Commissione riduce la dotazione dedicata alla PAC da circa 380 a 294 miliardi di euro sui sette anni, fondendola nel nuovo Fondo di Partenariato Nazionale e Regionale. Il sostegno alla digitalizzazione e all’agricoltura di precisione resterebbe però garantito soprattutto attraverso altri strumenti, come i 10 miliardi di euro dedicati ad alimentazione, agricoltura e bioeconomia all’interno del programma Horizon Europe e il nuovo Fondo europeo per la Competitività, un impianto che rischia di rendere l’accesso ai fondi per l’innovazione più frammentato e dipendente dalla capacità dei singoli Stati membri di intercettarli.

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