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I premi property valgono 1.200 miliardi l'anno, ma le polizze parametriche legate alla natura restano sotto l'1% del mercato assicurativo

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I premi property valgono 1.200 miliardi l'anno, ma le polizze parametriche legate alla natura restano sotto l'1% del mercato assicurativo

Cos’è successo

Un team di ricercatori guidato dall'Università della California Santa Cruz ha pubblicato il 23 giugno 2026 su Communications Earth & Environment una rassegna sui cosiddetti strumenti di "nature-based insurance", che combinano la riduzione del rischio offerta da soluzioni naturali (mangrovie, barriere coralline, zone umide, foreste) con il trasferimento del rischio tipico dell'assicurazione.

Lo studio stima che i premi assicurativi property a livello globale ammontano a circa 1.200 miliardi di dollari l'anno, e che anche una piccola quota di questa cifra reindirizzata verso progetti di riduzione del rischio basati sulla natura potrebbe sbloccare decine di miliardi di dollari l'anno per la conservazione e l'adattamento climatico. Le polizze parametriche, lo strumento più utilizzato in questo ambito, restano oggi sotto l'1% del mercato assicurativo complessivo.

Perché conta

  • Lo studio cita un caso diretto legato a Generali: nel 2024 UNDP e Generali Group hanno collaborato su un progetto di assicurazione parametrica per rafforzare la resilienza finanziaria a Fiji, un esempio citato tra i casi di riferimento per l'espansione dell'assicurazione ecosistemica in Oceania;
  • Un caso studio in Sierra Nevada, California, mostra risultati concreti: una polizza contro gli incendi che ha riconosciuto pratiche di gestione ecologica forestale ha ottenuto premi inferiori del 39% e una franchigia inferiore dell'89% rispetto a una polizza tradizionale, dimostrando come i benefici della natura possano tradursi direttamente in condizioni di polizza più favorevoli;
  • Gli autori segnalano che meno di un quarto delle perdite annue globali da disastri risulta assicurato, con un gap che scende sotto il 10% in Asia (contro quasi il 40% in Nord America), un divario di oltre 120 miliardi di dollari solo per il continente asiatico che l'integrazione di soluzioni naturali potrebbe contribuire a colmare.

Adesso

  • Lo studio identifica cinque aree di intervento prioritarie per il settore assicurativo: migliorare la modellazione degli habitat naturali nei modelli di rischio, incorporare i benefici della natura nel pricing delle polizze, ridurre il rischio degli investimenti in progetti di natura, assicurare direttamente gli ecosistemi danneggiati, e collaborare con assicuratori innovatori capaci di guidare il cambiamento nel settore;
  • Gli autori propongono un nuovo strumento, la "nature-based solutions performance insurance", che coprirebbe il rischio che un progetto di adattamento basato sulla natura non fornisca il livello di protezione previsto, uno strumento non ancora sottoscritto da nessun assicuratore ma indicato come prossima frontiera di innovazione;
  • Per il settore assicurativo, lo studio segnala che regolatori come quello della California hanno già iniziato a richiedere che le compagnie riconoscano le attività di riduzione del rischio da incendio, incluse le soluzioni naturali, nella valutazione del rischio e nel pricing delle polizze, un modello che potrebbe estendersi ad altre giurisdizioni nei prossimi anni.

Fonte: https://www.nature.com/articles/s43247-026-03753-z

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