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I ministri agricoltura Ue discutono PAC post-2027 e l'aumento di oltre il 20% del prezzo dei fertilizzanti

Cosa è successo
All’Eurogruppo, riunito a Bruxelles in parallelo al vertice EPC di Yerevan, i Ministri delle Finanze stanno affrontando il nodo macroeconomico centrale del momento: gli effetti della crisi energetica post-Hormuz. Il rialzo dei prezzi energetici sta riattivando pressioni inflazionistiche e riaprendo il rischio di stagflazione, già segnalato da Valdis Dombrovskis.
Sul tavolo torna anche il tema degli eurobond, che divide i paesi “frugali” e quelli mediterranei. In parallelo, a Nicosia, i Ministri dell’Agricoltura discutono la riforma della PAC post-2027 e l’impatto della crisi energetica sulla sicurezza alimentare globale, con fertilizzanti in aumento del 20%.
Perché è importante
Il dibattito all’Eurogruppo è direttamente collegato alla sostenibilità dei conti pubblici europei.
- L’Italia, con la posizione espressa da Giorgia Meloni, propone lo scorporo delle spese energetiche dal deficit, replicando il precedente della difesa, per alleggerire la pressione sulla prossima manovra e sulla procedura per disavanzo eccessivo;
- Se accolta, questa misura cambierebbe significativamente il quadro fiscale per i paesi più esposti agli shock energetici. Sul fronte agricolo, la riforma della PAC implica un potenziale taglio del 18% per l’Italia (da circa 38 a 31 miliardi), mentre l’aumento dei costi dei fertilizzanti mette sotto pressione l’intero sistema agroalimentare europeo.
E adesso?
- Le prossime settimane saranno decisive su due fronti: da un lato, l’evoluzione del dibattito fiscale europeo (scorporo energia, eventuali strumenti comuni); dall’altro, la definizione della PAC e del QFP, che determineranno l’allocazione delle risorse nel prossimo decennio;
- Per l’Italia, la partita è duplice: ottenere flessibilità fiscale nel breve e preservare trasferimenti europei nel lungo. Il punto chiave: la crisi energetica sta ridefinendo contemporaneamente le regole fiscali e le priorità di spesa dell’Unione.