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I fondi sovrani del Golfo hanno investito 53,9 mld nel primo semestre 2026, un record assoluto nonostante la guerra in Iran

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I fondi sovrani del Golfo hanno investito 53,9 mld nel primo semestre 2026, un record assoluto nonostante la guerra in Iran

Cos’è successo

I fondi sovrani del Golfo hanno realizzato uno dei semestri più intensi di sempre, nonostante le disruption economiche causate dalla guerra in Iran. Nel primo semestre del 2026 hanno investito 53,9 miliardi di dollari in 108 transazioni, un massimo storico secondo i dati raccolti da Global SWF. Quasi la metà di questo capitale è confluita negli Stati Uniti, inclusi round di finanziamento per Anthropic e xAI prima della sua fusione con SpaceX, a conferma che gli Usa restano la principale destinazione per il riciclo dei petrodollari anche mentre il conflitto con l'Iran solleva interrogativi sul futuro dei rapporti Golfo-Usa. La Cina si è fermata a un lontano secondo posto, con il 17% degli investimenti del Golfo.

Nel complesso, metà delle più grandi transazioni mondiali dell'anno ha coinvolto capitale sovrano del Golfo. Mubadala di Abu Dhabi, con 15,2 miliardi di dollari impiegati, è stato il fondo sovrano più attivo al mondo nel semestre.

Perché conta

L'espansione del capitale sovrano del Golfo conferma Abu Dhabi come baricentro degli investimenti strategici globali e gli Stati Uniti come destinazione privilegiata, anche in un contesto geopolitico instabile.

  • Abu Dhabi, attraverso Mubadala, Abu Dhabi Investment Authority e L'IMAD Holding, ha rappresentato da sola circa metà di tutte le transazioni dei fondi statali del Golfo, consolidando la propria centralità rispetto a PIF, QIA e KIA;
  • La quota di investimenti diretta verso gli Stati Uniti, anche in asset legati all'intelligenza artificiale come Anthropic e xAI, mostra come i legami finanziari Golfo-Usa restino solidi indipendentemente dalle tensioni politiche innescate dal conflitto iraniano;
  • Il distacco della Cina, ferma al 17%, segnala che nella competizione per attrarre petrodollari Pechino resta un partner secondario rispetto a Washington, nonostante gli sforzi di diversificazione degli ultimi anni.

Adesso

  • Il trend di crescita costante dal 2020, visibile nella serie storica dei semestri, suggerisce che i fondi del Golfo continueranno a scalare il volume delle transazioni anche in presenza di shock geopolitici regionali;
  • La concentrazione di capitale su asset tecnologici e infrastrutture legate all'IA implica che le prossime mosse regolatorie Usa su investimenti esteri strategici potrebbero incidere direttamente sui flussi di Abu Dhabi e degli altri fondi sovrani del Golfo;
  • Per l'Unione Europea la scarsa presenza nella distribuzione geografica di questi capitali apre una domanda di policy su come attrarre più investimenti sovrani del Golfo in un momento di espansione record, anche in chiave di sicurezza economica e tecnologica.

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