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I 27 leader dell'Ue terranno entro 5 mesi la prima tavola rotonda per rilanciare la competitività nell'AI

Cos’è successo
L'Ue sembra aver finalmente deciso di passare dalla sola regolamentazione alla costruzione di vere capacità industriali nel campo dell'intelligenza artificiale. Se finora l'attenzione delle istituzioni di Bruxelles si è concentrata quasi esclusivamente sulla tutela dei diritti fondamentali e della sicurezza attraverso lo storico AI Act, l'imminente vertice straordinario dei 27 leader nazionali – che dovrebbe tenersi entro l’anno – segna un cambio di passo strategico per focalizzarsi su competitività, potenza di calcolo e indipendenza tecnologica.
Consapevole dell'enorme ritardo accumulato rispetto ai giganti stranieri – Stati Uniti e Cina in particolare – e dell'insufficienza di infrastrutture tecnologiche sul suolo continentale, l'Ue punta ora a superare un approccio puramente difensivo e securitario. Questa svolta mira a combinare il quadro di vigilanza esistente con un piano d'investimento volto a dotare le imprese e i centri di ricerca europei di supercomputer avanzati, risorse finanziarie e sovranità sui dati, evitando che il continente rimanga un mero spettatore passivo nella corsa globale.
Perché conta
I punti salienti che caratterizzano questo passaggio storico sono i seguenti:
- L'organizzazione della prima tavola rotonda tra i leader dell'Ue per trattare l'intelligenza artificiale non più come semplice dossier normativo, ma come priorità geopolitica e di sicurezza nazionale;
- Il superamento del limite dell'AI Act, che ha garantito un quadro di regole e fiducia ma ha trascurato gli investimenti necessari per sviluppare modelli di frontiera e far crescere l'eccellenza industriale;
- La grave carenza di potenza di calcolo e di capitali di rischio europei rispetto alla presenza dei colossi stranieri capaci di controllare l'intera filiera e dominare i mercati;
- Il rischio concreto di subire le decisioni dei fornitori esteri, compresa l'eventuale attivazione di blocchi tecnologici in grado di isolare improvvisamente il tessuto produttivo continentale.
Adesso
Gli scenari futuri legati al nuovo posizionamento strategico si articolano su tre differenti livelli:
- A livello internazionale, la frammentazione della governance globale spinge per la formazione di blocchi tecnologici contrapposti che controllano risorse critiche e catene di fornitura (la Pax Silica americana, la Waico a guida cinese);
- A livello europeo, la riuscita della nuova rotta dipenderà dalla capacità dell'Ue di mobilitare le risorse del piano InvestAI, costruendo gigafactory per il calcolo avanzato ed evitando la dipendenza da piattaforme esterne;
- Nella sfida strategica tra Usa e Cina, le due superpotenze consolidano il proprio monopolio sui modelli avanzati e sulle reti globali, costringendo l'Ue a ritagliarsi un terzo polo autonomo per non rimanere schiacciata dal duopolio, ma tutti gli attori in campo sono consapevoli di non avere – presi singolarmente – la piena sovranità in un settore la cui filiera è intrinsecamente interconnessa e transnazionale.