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Guyana: Il balzo da "zero" a potenza energetica globale
Cosa è successo?
La Guyana, storicamente uno dei paesi più poveri del Sud America e importatore netto di energia, si è trasformata nell'economia a più rapida crescita al mondo grazie a scoperte petrolifere offshore senza precedenti.
Tra le righe:
- Prima del 2015 il Paese era in stato di povertà cronica e spendeva circa 355 milioni di dollari l'anno per importare carburanti; oggi il PIL nominale è balzato a circa 27 miliardi di dollari.
- Il PIL reale ha mantenuto una crescita media del 47% annuo dal 2022, un dato senza precedenti nel panorama economico moderno.
- Con circa 814.000 abitanti, la Guyana ha superato il Qatar e il Kuwait per produzione pro-capite, raggiungendo i 900.000 barili al giorno a fine 2025.
Le riserve recuperabili verificate superano gli 11 miliardi di barili, posizionando il Paese davanti alla Norvegia per ricchezza petrolifera per abitante.
Perché è importante?
Per le multinazionali europee, la Guyana rappresenta oggi la principale alternativa di approvvigionamento stabile e ad alta crescita di fronte al collasso operativo del Venezuela. L'ascesa del Paese garantisce una fonte energetica democratica e a basso costo, essenziale per la sicurezza dell'UE che già assorbe il 66% dell'export locale. La stabilità delle operazioni di giganti come Exxon e Chevron è ora blindata dal rafforzamento dei legami militari con Washington, che dal 2024 ha potenziato le forniture di droni, radar e velivoli difensivi per scoraggiare le mire espansionistiche di Maduro. Questo scudo geopolitico trasforma la Guyana nel perno del "quintetto delle Americhe", riducendo drasticamente l'esposizione europea alla volatilità del Medio Oriente e OPEC.
Sì, ma: Il rischio di "maledizione delle risorse" resta concreto, con oltre il 50% della popolazione che vive ancora in povertà nonostante entrate petrolifere superiori agli 8 miliardi di dollari.
E adesso?
- Sentenza ICJ 2026: La Corte Internazionale di Giustizia deciderà quest'anno sulla sovranità dell'Essequibo, regione di 160.000 km² contesa ricca di giacimenti petroliferi offshore con il Venezuela fin dal 1899.
- Indipendenza energetica (Q2 2026): Il completamento del gasdotto Liza porterà alla piena operatività della centrale da 300 MW, abbattendo i costi dell'elettricità nazionale di oltre il 50%
- Relazioni USA-Guyana: Il controllo USA su Caracas dopo la caduta di Maduro neutralizzerà le rivendicazioni territoriali venezuelane nella regione dei giacimenti di gas, garantendo stabilità operativa per le multinazionali attive nel Paese.