News & BusinessPolitica Internazionale
Gli Usa tolgono le sanzioni al petrolio iraniano
Cosa è successo
Nelle ultime ore c’è stata un’evoluzione imprevista nella questione della guerra tra USA, Israele e Iran: il presidente Trump ha tolto le sanzioni al petrolio iraniano, di fatto rendendo vendibile (anche agli stessi Stati Uniti) il petrolio iraniano fermo nelle petroliere sparse per il mondo. In tutto, si stima che il petrolio sanzionato che è stato reso vendibile da una decisione di Trump valga almeno 14 miliardi di dollari. Soldi che, in parte provenienti dagli USA, a conti fatti, finirebbero per finanziare la guerra dell’Iran.
Perché è importante
Perché la decisione riflette il fatto che, in questo momento, la priorità degli Usa non è più quella di indebolire il regime di Teheran, ma riportare alla normalità il prezzo del petrolio, soprattutto in ottica elezioni di mid-term. Secondo gli esperti citati da CNBC, però, questa misura di allentamento delle sanzioni difficilmente risolverà le tensioni economiche legate alla guerra (che sono molto più estese e complesse di quelle del solo blocco dello stretto di Hormuz per le navi petroliere) e soprattutto tradiscono una mancanza di pianificazione e strategia da parte degli USA: come se gli Stati Uniti avessero iniziato questa guerra senza prevederne l’esito, e come se la stessero conducendo andando alla giornata, senza un piano preciso per raggiungere i loro obiettivi e per attutirne le conseguenze.
E adesso?
Secondo alcune voci, sembra che esista un tavolo di trattativa tra Iran e USA, alla base del quale ci sarebbe un accordo che preveda il ritiro degli americani dall’area in cambio della riapertura, da parte iraniana, dello stretto di Hormuz. Al di là di questo però quel che è verosimile è che le conseguenze di queste settimane di blocco si avvertiranno per mesi. In particolare perché:
- L’Iran a questo punto ha bene imparato la lezione circa il suo potere di ricatto rispetto al resto del mondo che può esercitare controllando lo stretto di Hormuz. È verosimile ne faccia tesoro.
- Il blocco di Hormuz, sommato alla guerra, ha portato numerosi impianti del Golfo a sospendere la loro produzione. Questo sia perché alcuni sono rimasti danneggiati, sia perché i depositi sono colmi e quindi questo ha portato alcuni produttori come il Qatar o il Kuwait a smettere di produrre. Dal momento che la produzione di petrolio non è un processo che si può accendere e spegnere con un click è verosimile che, anche se la guerra dovesse finire domani, il riavvio della produzione ai livelli precedenti l'inizio della guerra richiederà mesi se non anni.
- Secondo Economist “Affinché i mercati energetici si ristabiliscano una volta che Hormuz riaprirà, devono verificarsi tre cose. In primo luogo, i produttori del Golfo devono ripristinare la produzione ai livelli prebellici. In secondo luogo, le navi devono trasportare tale produzione alle raffinerie all'estero. E in terzo luogo, queste raffinerie devono trasformarla in combustibile utilizzabile. Ogni fase di questa catena industriale richiede tempo”.