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Gli Usa minacciano di portare al 50% i dazi sulle auto canadesi e Ottawa annuncia una dura risposta

Cos’è successo
Dall’Iran al Canada: i fronti aperti per l’America di Trump si moltiplicano. I dazi statunitensi del 50% su merci canadesi per un valore di 20 miliardi di dollari sono entrati in vigore subito dopo la mezzanotte di sabato, dopo il fallimento dei negoziati commerciali tra i due Paesi. Il presidente americano ha poi annunciato che dal prossimo anno raddoppierà al 50% anche la tariffa sulle automobili canadesi, oggi al 25% sui componenti non statunitensi, mentre l'acciaio importato negli Usa resta soggetto a un dazio già al 50%.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha respinto quello che ha definito un "cattivo accordo", spiegando che Washington avrebbe voluto condizioni inique capaci di colpire le industrie automobilistica, siderurgica e dell'alluminio canadesi, oltre a restrizioni sugli accordi commerciali di Ottawa con altri Paesi e minacce alla lingua francese e alla cultura del Quebec. Il vicepresidente Usa J.D. Vance ha invece attribuito la rottura a "richieste irragionevoli dell'ultimo minuto" da parte del Canada.
Perché conta
- Carney ha aperto all’ipotesi di un negoziato solo se saranno gli Stati Uniti a sedersi per primi al tavolo con "il giusto atteggiamento" verso le industrie canadesi, rifiutando l'idea che il Canada sia "una sussidiaria" degli Usa;
- Il ministro delle Finanze di Ottawa, Francois-Philippe Champagne, ha annunciato sostegno federale alle imprese colpite dai dazi, ribadendo che il "piano A" resta costruire un'economia resiliente, abbattere le barriere commerciali interprovinciali e diversificare gli scambi;
- L'ex premier Jean Chrétien, invece, ha spinto per tasse all'esportazione su energia, petrolio, gas e potassa, sostenendo che il costo cadrebbe sugli acquirenti americani, mentre il premier dell'Ontario Doug Ford ha minacciato di bloccare le esportazioni di elettricità e minerali strategici verso gli Stati Uniti.
Adesso
- Nella giornata di oggi i ministri canadesi delle Finanze, dell'Industria e del Lavoro si preparano a illustrare le nuove misure a sostegno di lavoratori e imprese;
- Dall'8 settembre entreranno in vigore i dazi di ritorsione annunciati da Ottawa, che colpiranno le industrie siderurgica e lattiero-casearia statunitensi, oltre a macchine agricole, carta ed elettronica;
- La tenuta della linea dura canadese si misurerà sull'esposizione economica al vicino: gli Stati Uniti assorbono il 70% delle esportazioni del Canada, e se un sondaggio Angus Reid mostra che tre canadesi su quattro appoggiano la scelta di Carney di interrompere i negoziati, due su cinque temono già per il proprio posto di lavoro.