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Gli Usa lanciano nuovi attacchi contro l’Iran che risponde colpendo 6 Paesi del Medio Oriente e facendo salire il greggio del 4%

Cos’è successo
Il Medio Oriente è precipitato in una nuova spirale di attacchi e rappresaglie, dopo oltre 24 ore di intensi raid incrociati con missili e droni tra Washington e Teheran. In risposta ai recenti attacchi condotti dagli Usa, i Pasdaran iraniani (il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, Irgc) hanno lanciato un'offensiva senza precedenti per ampiezza e raggio d'azione, prendendo di mira simultaneamente 6 Paesi della regione che ospitano infrastrutture o basi strategiche statunitensi.
L'improvvisa escalation ha immediatamente infiammato i mercati energetici globali a causa del rischio concreto di blocco delle rotte petrolifere nello Stretto di Hormuz. I prezzi del greggio sono balzati di oltre il 4% nelle prime ore di lunedì, con il Brent che è salito a 79,11 dollari al barile e il West Texas Intermediate che ha raggiunto i 74,36 dollari, riflettendo il forte timore di un'interruzione prolungata delle forniture globali.
Perché conta
- Le Forze armate di Teheran hanno dichiarato di aver distrutto un centro di comando e hangar per droni in Giordania, oltre a un sito radar e sistemi di lancio missilistici in Kuwait, dove è stata danneggiata una piattaforma petrolifera;
- I raid hanno preso di mira le piattaforme di supporto della portaerei Usa in Oman e un centro di manutenzione jet in Qatar, provocando il ferimento di tre civili a causa delle schegge, mentre gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein hanno intercettato minacce missilistiche e aeree all'interno dei propri confini;
- Le reazioni diplomatiche sono state immediate, con l'Oman che ha convocato l'ambasciatore iraniano per protestare contro i droni e il Qatar che ha attribuito a Teheran la piena responsabilità legale, interrompendo la sua storica mediazione.
Adesso
- A livello regionale, l'attacco simultaneo a sei paesi rompe i vecchi equilibri e rischia di trascinare le monarchie del Golfo in una guerra aperta e diretta, trasformando l'intera area in un teatro di scontro permanente;
- La sicurezza delle rotte marittime globali è compromessa, costringendo gli Usa a incrementare la presenza militare per proteggere lo Stretto di Hormuz, mentre lo shock sui prezzi del petrolio rischia di innescare una nuova ondata inflazionistica globale;
- L'escalation impone alle cancellerie dell'Ue l'urgenza di diversificare ulteriormente gli approvvigionamenti energetici e di ridefinire la propria strategia diplomatica.