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Gli Usa gestiscono in segreto un corridoio a Hormuz, facendo passare fino a 10 mln di barili di petrolio al giorno

Cos’è successo
Mentre il presidente americano Trump annuncia un D-Day economico per colpire l'Iran (senza fornire ulteriori dettagli), secondo Axios da diverse settimane le forze armate Usa gestiscono in segreto un corridoio marittimo nello Stretto di Hormuz usando un canale meridionale lungo la costa dell'Oman per far transitare ogni notte tra le 15 e le 20 petroliere. L'operazione permette di trasportare circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno, quasi la metà dei volumi pre-guerra, reintroducendoli nel mercato energetico globale. In alcune notti il flusso è arrivato fino a 15-20 milioni di barili, con oltre 20 navi in movimento contemporaneo attraverso la corsia meridionale.
Il meccanismo va oltre la semplice scorta delle petroliere già cariche: l'esercito americano aiuta anche le navi vuote a entrare nel Golfo dal Mar Arabico, caricare petrolio nei porti della regione, e uscire nuovamente attraverso lo stretto. Un funzionario americano ha dichiarato che gli Usa controllano la corsia meridionale dello Stretto di Hormuz da due mesi, pur ammettendo che le Guardie della Rivoluzione islamica iraniana continuino a rappresentare un fastidio senza però controllare il passaggio.
Perché conta
- L'operazione è stata resa possibile da una campagna militare americana di due settimane che ha degradato i sistemi radar e di sorveglianza marittima iraniani, riducendo drasticamente la capacità di Teheran di monitorare il traffico nella corsia meridionale. L'Iran oggi dipende solo da pochi radar ricostituiti e da "avvistatori" su piccole imbarcazioni rapide delle Guardie della Rivoluzione;
- Proprio per questa cecità operativa, le forze iraniane lanciano droni e missili da crociera "alla cieca", nella direzione generale in cui potrebbero transitare le navi: alcune imbarcazioni sono state colpite, ma molti degli attacchi sono stati intercettati;
- La task force che coordina l'operazione è gestita dal quartier generale dell'esercito a Fort Bragg, in Carolina del Nord, e lavora con i partner regionali del Golfo stilando ogni giorno le liste delle navi in transito, sia in uscita che le petroliere vuote in ingresso, mentre caccia dell'Air Force forniscono protezione aerea contro missili da crociera e droni iraniani.
Adesso
- Trump ha confermato che gli Stati Uniti non stanno negoziando con l'Iran in questo momento, definendo i colloqui una "perdita di tempo" e allo stesso tempo annunciando una guerra economica senza precedenti contro Teheran;
- Il fatto che l'operazione sia rimasta segreta fino a questa rivelazione suggerisce che Washington preferisca mantenere basso profilo su un successo operativo mentre il conflitto resta formalmente in stallo, forse per non esporre ulteriormente i dettagli tattici che la rendono possibile;
- Resta da vedere se l'Iran, man mano che tenta di ricostituire le proprie capacità di sorveglianza radar, riuscirà a colmare il vantaggio informativo attualmente detenuto dagli Stati Uniti, il che potrebbe rendere più rischiosa la prosecuzione di un'operazione che oggi si basa proprio sulla "cecità" iraniana nel tratto meridionale dello Stretto.