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Gli Stati Uniti investiranno 1,1 miliardi per avere 300 mila droni in più entro il 2027

Cos’è successo
Dopo aver stanziato 54 miliardi per i droni con il bilancio provvisionale del Pentagono due mesi fa, gli Stati Uniti hanno accelerato il loro Drone Dominance Program, un programma del Difesa che mira a restituire agli Stati Uniti l'egemonia nel campo dei droni. All'interno di questo programma, il consorzio Mountain Horse Solutions (Global Ordnance), AG3 Labs e Draganfly è stato selezionato per consegnare oltre 300.000 droni alle forze Usa entro il 2027 con budget fino a 1,1 miliardi di dollari.
La scorsa settimana, il mercato ha reagito con forza alle notizie che l’amministrazione Trump sta negoziando attivamente funding deals (inclusi possibili ingressi nell'equity ) con numerose aziende americane di droni per accelerare la produzione domestica e ridurre la dipendenza dalla Cina. I titoli del settore sono esplosi: UMAC +28%, RCAT +16%, DPRO +15%, KTOS +11%, AVAV +10%. Il contesto è la lezione ucraina: droni attritable (perdibili a basso costo), autonomi e resistenti a jamming diventano arma decisiva. Il Pentagono vuole scalare da esperimenti a produzione di massa, aprendo a startup e PMI invece dei colossi della difesa.
Perché conta
L’accelerazione di Trump trasforma il Drone Dominance Program da iniziativa burocratica a priorità presidenziale, con fondi diretti e possibili partecipazioni statali che danno certezza di mercato alle aziende Usa.
- Gli investimenti privati nel settore stanno aumentando, la resilienza della supply chain nazionale si sta rafforzando, mentre le forze armate stanno sperimentando e si stanno dotando di un numero crescente di droni;
- Cambia il vecchio modello di acquisizione lenta: ora velocità commerciale e produzione di massa diventano priorità strategica.
Adesso
- La fase II del Drone Dominance program include un qualifier, un test, nel corso del mese attuale a Camp Grayling dove verranno selezionate le aziende vincenti. L’amministrazione Trump potrebbe annunciare i primi accordi concreti (debito, equity o contratti pluriennali) già entro l’estate, spingendo ulteriori rialzi di borsa e attirando venture capital nel settore difesa;
- Sul medio termine (2027-2028) gli USA potrebbero davvero raggiungere i 300.000 droni operativi. Una sfida riguarda la componentistica e in particolare assicurare che questa sia prodotta negli Stati Uniti o, almeno da alleati chiave;
- Difficili da decifrare le implicazione per gli Alleati, soprattutto europei, che farebbero fatica a competere in un mercato così rapido e con economie di scala così ampie per via della loro frammentazione e della lentezza decisionale.