News & BusinessAssicurazioni
Gli incendi devastano il Sud Europa con 370 mila ettari bruciati, il 70% sopra la media degli ultimi 20 anni

Cos’è successo
Guy Carpenter ha segnalato il 4 agosto 2026 che la nuova ondata di incendi che ha colpito il Sud Europa evidenzia una sfida di resilienza crescente per il settore assicurativo. Secondo i dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (EFFIS), al 22 luglio 2026 la superficie totale bruciata nei quattro principali Paesi Ue del bacino del Mediterraneo (Spagna, Francia, Italia e Grecia) era già superiore del 70% rispetto alla media 2006-2025, con quasi 370mila ettari andati in fumo contro una media annua di meno di 220mila ettari.
In Francia la superficie bruciata è aumentata di oltre il 500% rispetto alla media, mentre in Spagna l'area bruciata risultava già doppia rispetto all'anno precedente.
Perché conta
- Guy Carpenter segnala che i principali driver di perdita attesi includono danni al settore agricolo, in particolare colture e vigneti, oltre a perdite legate al fumo, costi di evacuazione e interruzione dell'attività, un ventaglio di esposizioni più ampio della sola distruzione diretta di immobili;
- Il trattamento assicurativo degli incendi varia sensibilmente da paese a paese: in Spagna i danni alla proprietà sono coperti dagli assicuratori privati e non dal Consorcio de Compensación de Seguros, mentre il pool agricolo Agroseguro conferma la copertura per agricoltori e allevatori assicurati. In Francia i danni a case ed edifici commerciali rientrano generalmente nelle polizze incendio standard e non nella garanzia catastrofe naturale, che in Francia non copre gli incendi boschivi nonostante il premio relativo sia salito del 66% nel 2025;
- Morningstar DBRS, in un'analisi separata della scorsa settimana su Spagna e Francia, valuta l'impatto come gestibile per il settore assicurativo nel complesso, segnalando però un rischio maggiore per le aree urbane eventualmente coinvolte, un distinguo rilevante per la valutazione dell'esposizione aggregata.
Adesso
- Guy Carpenter ribadisce che gli eventi degli ultimi giorni confermano la necessità, per assicuratori, riassicuratori e imprese, di considerare il rischio incendi come una questione di resilienza a tutto tondo, che integri prevenzione, pianificazione territoriale e gestione del rischio lungo tutta la filiera, non solo la sola componente di trasferimento assicurativo;
- Il tema si inserisce in un protection gap europeo già ampio: circa il 75% dei danni da catastrofe naturale in Europa resta privo di copertura assicurativa, una quota che secondo diverse fonti cresce ogni estate, aggravata dal fatto che gli incendi boschivi restano spesso esclusi anche dalle garanzie catastrofali esistenti nei singoli mercati nazionali;
- Per il settore assicurativo europeo, l'evento si aggiunge ad altri sviluppi monitorati nel corso dell'estate sul fronte del rischio incendio, dal discorso di EIOPA sul protection gap cat-nat al dibattito in corso su un meccanismo di risk-sharing europeo, rafforzando l'urgenza di soluzioni che intreccino prevenzione strutturale e capacità assicurativa in modo più coordinato tra Stati membri.