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Flotta peschereccia Ue diminuita del 13,6% in 10 anni: il settore ittico è calato da 4,5 a 3,3 mld tra 2017 e 2021

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Flotta peschereccia Ue diminuita del 13,6% in 10 anni: il settore ittico è calato da 4,5 a 3,3 mld tra 2017 e 2021

Cos’è successo

Il 20 maggio il Parlamento europeo ha adottato con 518 voti favorevoli, 31 contrari e 102 astenuti una risoluzione sull'impatto della Direttiva sulla Pianificazione dello Spazio Marittimo (PSM) sulla pesca. La direttiva obbligava gli Stati membri a elaborare piani di gestione delle proprie acque marine entro il marzo 2021, ma l'applicazione è stata disomogenea: eolico offshore, aree marine protette, trasporti marittimi e pesca si contendono lo stesso spazio senza regole chiare di priorità.

Il Parlamento chiede una revisione della direttiva, zone prioritarie per la pesca con aree riservate alla piccola pesca costiera, e il coinvolgimento obbligatorio dei pescatori nelle decisioni. La risoluzione alimenta la Legge Europea sugli Oceani che la Commissione presenterà entro fine 2026.

Perché conta

Nel 2024 la flotta peschereccia europea contava 68.863 imbarcazioni. Rispetto al 2014 ha perso 10.850 imbarcazioni, il 13,6% in meno, con capacità combinata inferiore del 14,9%. Un settore che si restringe mentre lo spazio marittimo si riempie di nuovi usi.

  • La coesistenza tra pesca e eolico offshore è il nodo centrale. L'espansione delle turbine avviene spesso su aree di pesca tradizionale senza valutazioni preventive dell'impatto socioeconomico. Il Parlamento chiede che prima di assegnare un'area a parchi eolici venga condotta una valutazione d'impatto sulla pesca con i pescatori coinvolti. Oggi non è un obbligo;
  • Il valore aggiunto lordo del settore ittico Ue è sceso da 4,5 miliardi nel 2017 a 3,3 miliardi nel 2021, con il profitto lordo calato da 2 a 1,19 miliardi. Un settore che perde redditività non può permettersi di perdere anche accesso alle aree di pesca;
  • La flotta italiana impiega il 17,1% dei pescatori europei, seconda solo alla Spagna. Il Mediterraneo è il bacino più complesso per densità di usi concorrenti e il meno regolamentato in termini di pianificazione spaziale.

Adesso

  • La Legge Europea sugli Oceani è il prossimo step. La risoluzione di oggi definisce il mandato politico: zone prioritarie per la pesca, valutazioni obbligatorie prima dell'eolico, acquacoltura integrata nella pianificazione. Se la Commissione recepisce questi indirizzi, cambia il perimetro normativo per i prossimi decenni;
  • L'Ue ha fissato 300 GW di eolico offshore entro il 2050, obiettivo che richiede aree marine enormi. Senza criteri vincolanti di coesistenza, la pressione sulle zone di pesca crescerà proporzionalmente. La risoluzione chiede criteri tecnici e scientifici nella designazione delle zone multiuso: se rimangono raccomandazioni non vincolanti, il problema non si risolve;
  • Per l'Italia la pianificazione macro-regionale mediterranea è la priorità. Roma condivide le stesse rotte di pesca con Libia, Tunisia e Marocco. La risoluzione apre la strada a un quadro di governance mediterranea che oggi non esiste.

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