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Farmaci e cronicità: il SSN entra in una fase di intensità strutturale
Cosa è successo?
Il Rapporto OsMed 2024 dell’Agenzia Italiana del Farmaco fotografa un aumento strutturale dell’uso dei farmaci in Italia. La spesa farmaceutica totale ha raggiunto 37,2 miliardi di euro nel 2024 (+2,8% a/a), pari all’1,7% del PIL. La dinamica è trainata soprattutto dal canale pubblico: la spesa a carico del SSN è cresciuta del +7,7% a/a fino a 26,8 miliardi, con un ruolo centrale della spesa ospedaliera e degli acquisti diretti. Anche i volumi aumentano: i consumi salgono a 1.341 DDD per 1.000 abitanti al giorno (+1,2%), segnalando che la crescita non è solo effetto-prezzo ma riflette un’intensificazione reale delle terapie.
Perché è importante?
I dati indicano uno spostamento strutturale del sistema sanitario verso la gestione di condizioni croniche e complesse ad alta intensità farmacologica. I farmaci diventano la principale variabile di adattamento del SSN di fronte all’invecchiamento, alla multimorbidità e all’innovazione terapeutica. In questo contesto, il tradizionale contenimento dei costi tramite negoziazione dei prezzi o tetti di spesa non basta più: la pressione sulla sostenibilità è destinata a persistere perché è alimentata dai volumi e dalla durata dei trattamenti.
E adesso?
La traiettoria richiede un cambio di leva di policy. L’enfasi deve spostarsi su appropriatezza prescrittiva, aderenza alle terapie e prevenzione primaria e secondaria, che incidono direttamente sui volumi e sugli esiti clinici. Senza interventi su presa in carico territoriale, integrazione ospedale–territorio e gestione proattiva della cronicità, la spesa farmaceutica continuerà a crescere come risposta “di default” del sistema, mettendo sotto stress strutturale la sostenibilità del SSN.