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Export verso gli USA a +7,2% nonostante i dazi e investimenti esteri a +16,8%: Urso difende la rotta del Made in Italy in Aula

Cos’è successo
Mercoledì 6 maggio,l'On. Bignami (FdI) ha presentato un'interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, chiedendo un quadro sui risultati dell'export italiano nel 2025 e sulle iniziative per rafforzare l'attrattività del sistema produttivo. Viene citata la crescita delle esportazioni italiane (+3,3% sul 2024), l'aumento del 7,2% dell'export verso gli Stati Uniti nonostante i dazi, e la salita dell'Italia nelle classifiche internazionali di attrattività, dall'11° all'8° posto nel Fdi confidence index di Kearney.
Nella replica, il Ministro Urso ha rivendicato la resilienza del sistema produttivo italiano in un contesto globale segnato da conflitti e tensioni commerciali. Ha ricordato il sorpasso della Corea del Sud e l'aggancio al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, oltre alla crescita degli investimenti esteri (+12% in tre anni) e all'aumento della quota di titoli di Stato detenuti da non residenti.
Perché conta
I dati discussi tracciano il quadro di un'economia italiana che, secondo il Governo, sta reggendo meglio di altri Paesi europei in una fase di forte incertezza globale, tra guerre commerciali, instabilità nel Golfo Persico e rallentamento degli scambi internazionali. I numeri principali emersi dal confronto sono:
- L'export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 7,2% nel 2025, contro il +3,6% della media Ue;
- Gli investimenti fissi lordi hanno raggiunto il 23,2% del Pil nel 2025, sopra la media europea e tedesca;
- Gli investimenti diretti esteri in Italia sono aumentati del 16,8% rispetto al 2022, con un incremento del 18,1% nella componente azionaria.
Adesso
- Il governo intende proseguire con i piani Transizione 5.0 e Industria 4.0, dopo i 10 miliardi di incentivi degli ultimi due anni, prevedendone altri 10 miliardi nei prossimi tre;
- L'obiettivo dichiarato è consolidare l'attrattività del sistema produttivo italiano e sostenere le imprese sui mercati esteri, anche in risposta alla crisi nel Golfo Persico e alle tensioni commerciali internazionali.