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Eurozona 2026: inflazione normalizzata, ma la BCE resta ferma
Cosa è successo?
Nel Euro Area Outlook 2026 di Goldman Sachs, la dinamica inflazionistica dell’area euro converge verso la stabilità senza però innescare un allentamento monetario. L’inflazione core è attesa scendere leggermente sotto il target, intorno all’1,9% a fine 2026, sostenuta da fattori in larga parte esogeni: prezzi energetici più bassi, un euro più forte e pressioni disinflazionistiche legate al rerouting del commercio cinese. Anche i salari mostrano un raffreddamento graduale, con una crescita stimata al 2,9% nel quarto trimestre 2026, coerente con un’inflazione al 2% in presenza di una produttività compresa tra 0,5% e 1%. In questo contesto, Goldman Sachs assegna una probabilità di circa 70% a tassi BCE invariati per tutto il 2026, con solo un 20% di probabilità di due tagli in caso di shock negativo sulla crescita e un 10% di probabilità di rialzi se dovesse riemergere un’inflazione trainata dalla domanda.
Perché è importante?
Il dato chiave non è tanto il rientro dell’inflazione, quanto la sua natura. La disinflazione europea è guidata da fattori strutturali e di offerta, non da un indebolimento ciclico della domanda tale da giustificare una politica monetaria più espansiva. Questo segna l’ingresso in una vera e propria “policy plateau”: la BCE ha raggiunto l’obiettivo di stabilità dei prezzi, ma senza le condizioni macro per stimolare ulteriormente l’economia attraverso i tassi. Di conseguenza, la politica monetaria smette di essere lo strumento principale di sostegno alla crescita.
E adesso?
Nel 2026, i tassi di interesse smettono di essere la variabile macro dominante per i mercati europei. L’attenzione si sposta verso la qualità della politica fiscale, la capacità di generare produttività e l’esposizione ai rischi geopolitici. Per investitori e policymaker, questo implica che la leva monetaria non potrà compensare i limiti strutturali della crescita europea: la stabilità dei prezzi è una condizione necessaria, ma non sufficiente, per rilanciare l’economia dell’area euro.