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Entro il 2050 l'Italia perderà 3,9 mln di residenti, mentre gli over 65 sono già 14,8 mln

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Entro il 2050 l'Italia perderà 3,9 mln di residenti, mentre gli over 65 sono già 14,8 mln

Cos’è successo

L'Istat ha pubblicato oggi, 3 settembre, le nuove previsioni demografiche nazionali, basate al 1° gennaio 2025, secondo cui la popolazione residente italiana passerà dagli attuali 58,9 milioni a 58,7 milioni nel 2030, 55 milioni nel 2050 e 45,8 milioni nel 2080, secondo lo scenario mediano. Al 1° gennaio 2026 gli over 65 sono già 14,8 milioni, pari al 25,1% della popolazione, mentre i giovani fino a 14 anni rappresentano solo l'11,6%, con l'Italia che si conferma il paese europeo con la quota più bassa di giovani e più alta di anziani.

Perché conta

  • Per il mercato assicurativo, il quadro demografico rafforza la rilevanza strutturale dei bisogni di protezione legati a salute, non autosufficienza, assistenza e longevità, in un contesto territoriale sempre più disomogeneo tra Nord, Centro e Mezzogiorno, dove il calo di popolazione sarà più marcato;
  • La popolazione in età lavorativa (15-64 anni), già scesa al 63,2% del totale, è destinata a un calo nei prossimi decenni, un tema che incide direttamente sulla sostenibilità del sistema previdenziale pubblico e, di conseguenza, sulla domanda potenziale di soluzioni di previdenza complementare e pianificazione finanziaria privata offerte dal settore assicurativo;
  • L'Istat segnala, inoltre, una progressiva riduzione della dimensione media delle famiglie, con un aumento delle famiglie di anziani soli, un cambiamento strutturale che accresce la domanda di prodotti assicurativi legati a long-term care e assistenza domiciliare, segmenti ancora relativamente poco sviluppati nel mercato assicurativo italiano rispetto ad altri paesi europei.

Adesso

  • Gli intervalli di confidenza al 90% calcolati dall'Istat indicano che il calo della popolazione italiana è un risultato "praticamente certo" nel medio periodo, un dato che toglie margini di incertezza alla pianificazione di lungo periodo per assicuratori e fondi pensione attivi sul mercato italiano;
  • La crescente longevità, che l'Istat descrive come un successo sanitario ma anche una sfida per i sistemi di assistenza, richiede secondo diversi osservatori un ripensamento del modello sanitario "ospedale-centrico" verso una sanità di prossimità, un cambiamento di paradigma che apre spazio a nuove forme di collaborazione tra settore assicurativo e sistema sanitario pubblico e privato;
  • Per il settore assicurativo italiano, i nuovi dati Istat confermano la necessità di sviluppare prodotti sempre più calibrati su longevità, non autosufficienza e assistenza territoriale, un'area di crescita strutturale in un mercato dove la spesa pubblica da sola non potrà sostenere l'intero fabbisogno di protezione di una popolazione sempre più anziana.

Fonte: https://www.istat.it/comunicato-stampa/indicatori-demografici-anno-2025/

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