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El Niño in Africa: l'aumento dei prezzi di fagioli e patate aumenta solo 12 mesi dopo il fenomeno

2 min di lettura
El Niño in Africa: l'aumento dei prezzi di fagioli e patate aumenta solo 12 mesi dopo il fenomeno

Cosa è successo

Un nuovo working paper del Joint Research Centre e dell’African Union analizza quasi trent’anni di dati retail alimentari in 48 paesi africani (1995–2024) e conclude che El Niño agisce come un amplificatore sistematico dell’inflazione alimentare in Africa Sub-Sahariana.

Gli shock climatici legati a El Niño producono aumenti significativi nei prezzi di fagioli, cassava e patate nei 12 mesi successivi all’evento; il riso importato tende invece a salire dal quinto mese in avanti, riflettendo il deterioramento delle rese agricole nei principali esportatori asiatici. Gli effetti risultano più forti nei paesi più caldi e in quelli dove l’agricoltura pesa maggiormente sul PIL.

Perché è importante

Il paper mostra che il rischio climatico non colpisce solo la produzione agricola, ma si trasmette direttamente ai prezzi al consumo e quindi alla stabilità economica e sociale.

  • I paesi africani con maggiore dipendenza agricola hanno effetti di prezzo sistematicamente più intensi su mais, riso e cassava perché dispongono di minore capacità di buffer logistico, meno spazio fiscale per sussidi o importazioni d’emergenza e supply chain più fragili;
  • Inoltre, il fatto che il riso importato aumenti con ritardo dimostra che gli shock climatici regionali si propagano ormai attraverso catene alimentari globali integrate. In pratica, El Niño emerge come driver macroeconomico prevedibile di volatilità alimentare e pressione inflazionistica.

E adesso?

  • La rilevanza strategica del paper è che El Niño è un fenomeno ciclico e parzialmente prevedibile, con frequenza di 2–7 anni e durata media di circa 12 mesi. Questo apre spazio allo sviluppo di sistemi di early warning, pianificazione preventiva delle importazioni alimentari e strumenti di gestione del rischio climatico più sofisticati;
  • Per governi e istituzioni multilaterali, il punto non è più reagire agli shock una volta avvenuti, ma costruire capacità di anticipazione su sicurezza alimentare, inflazione e stabilità sociale prima che il ciclo climatico si trasformi in crisi economica.

Fonte

https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC146499/JRC146499_01.pdf

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