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Dopo gli scontri tra Usa e Iran nel Golfo ci sono almeno 3 motivi per cui la tenuta della tregua è un segnale positivo

Cos’è successo
L'accordo preliminare tra Usa e Iran per fermare le recenti violenze marittime e terrestri ha consolidato un cessate il fuoco che rappresenta il primo passo verso la fine permanente del conflitto. Nonostante i quattro giorni di attacchi iraniani alle navi commerciali e le risposte militari di Washington nello Stretto di Hormuz, i due paesi hanno concordato un vertice in Qatar per congelare le ostilità.
Le frizioni degli ultimi giorni, sottolinea la Cnn, non indicano un fallimento dell'intesa, bensì il tentativo di entrambe le potenze di testare i limiti del Memorandum d'intesa e di ridefinire i rispettivi rapporti di forza in vista dei prossimi e complessi negoziati formali sul programma nucleare di Teheran. E questa è, potenzialmente, una notizia positiva sulla tenuta futura dell’accordo.
Perché conta
I tre fattori chiave che spiegano perché la tenuta del cessate il fuoco sia un segnale positivo sono i seguenti:
- Il ritorno del greggio iraniano sui mercati e la riapertura dello Stretto di Hormuz hanno abbassato il prezzo medio della benzina negli Usa a 3,87 dollari al gallone (pari a circa 1,02 dollari al litro), allontanando la prospettiva di un nuovo shock energetico globale;
- Le recenti schermaglie militari hanno dimostrato l'esistenza di un tetto massimo all'escalation, confermando che entrambe le parti considerano i canali diplomatici più vantaggiosi di una guerra aperta;
- Il pragmatismo politico ha prevalso sulla retorica bellicosa, spingendo la Casa Bianca a proteggere l'economia interna e Teheran a salvaguardare l'allentamento delle sanzioni per non soffocare la propria finanza.
Adesso
- A livello regionale l'Iran cercherà di capitalizzare la sua rinnovata influenza sulle rotte marittime dello Stretto di Hormuz per imporre un nuovo equilibrio strategico nei rapporti con i paesi del Golfo e i partner degli Usa;
- Sul piano internazionale i colloqui di Doha testeranno la reale consistenza dell'accordo quadro di 14 punti, con l'incognita legata alla nota imprevedibilità di Donald Trump e alla crescita delle fazioni conservatrici a Teheran;
- Per l'Ue la stabilità del canale rappresenta la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, un dossier che Bruxelles sta presidiando attivamente agendo come mediatore (anche se di seconda linea) per facilitare il dialogo sul nucleare e garantire il rispetto del diritto marittime internazionale.