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Divario di genere in Italia: mozione Bonetti richiama criticità su lavoro, salari e rappresentanza
Cosa è successo?
Alla Camera dei Deputati l’On. Elena Bonetti (Azione) ha presentato la mozione n. 1-00551 sui principali indicatori del divario di genere in Italia. Il documento evidenzia come, nonostante l’attuazione della Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 e alcuni progressi registrati a livello europeo, il percorso verso una piena democrazia paritaria resti incompleto. Secondo i dati dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), l’Italia si colloca al 14° posto nell’UE con un punteggio di 69,2 su 100. Nel 2024 si registrano miglioramenti nei domini della salute e del potere decisionale (+3,8 punti), ma persistono forti squilibri in altri ambiti.
Perché è importante?
Il nodo principale resta il mercato del lavoro. L’Italia registra il punteggio più basso in Europa per questo indicatore, con un tasso di occupazione femminile pari al 53,3% contro il 71,1% maschile. A ciò si aggiungono un ampio divario salariale, superiore ai 25 punti percentuali, e un’elevata incidenza del part-time involontario (13,7%). La mozione richiama inoltre criticità strutturali come il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi del PNRR, in particolare sull’espansione dei posti negli asili nido, e la bassa presenza femminile nelle discipline STEM e nei ruoli dirigenziali, dove le donne rappresentano solo il 21,8% degli executive.
E adesso?
Il documento sottolinea che la riduzione del gender gap non riguarda solo l’equità sociale ma anche la sostenibilità economica del Paese. Maggiore partecipazione femminile al lavoro e alle posizioni decisionali potrebbe incidere positivamente su produttività, crescita e sostenibilità del sistema previdenziale. Il dibattito parlamentare potrebbe quindi riaprire il confronto su politiche strutturali di conciliazione lavoro-famiglia, investimenti nei servizi per l’infanzia e strategie per aumentare la presenza femminile nei settori tecnologici e nelle posizioni di leadership.