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Diritti dei passeggeri aerei: il Parlamento UE alza l’asticella
Cosa è successo?
La commissione Trasporti del Parlamento europeo ha adottato una posizione che rafforza in modo esplicito i diritti dei passeggeri aerei, respingendo i tentativi del Consiglio di ridurre le tutele previste dalla normativa vigente. Restano quindi i capisaldi del regime europeo: compensazione dopo tre ore di ritardo, importi fino a 600 euro, assistenza obbligatoria in caso di cancellazioni o disservizi e diritto al bagaglio a mano gratuito. Gli eurodeputati chiedono inoltre tutele rafforzate per i passeggeri vulnerabili, l’eliminazione di alcune tariffe accessorie considerate abusive e procedure di rimborso più semplici e rapide. Dopo anni di stallo istituzionale, il dossier torna ora all’esame della plenaria per il voto finale.
Perché è importante?
Il voto segna una scelta politica netta: la protezione del consumatore prevale sulle pressioni per alleggerire gli oneri a carico delle compagnie aeree. In un contesto di traffico in crescita e servizi sempre più frammentati (low cost, ancillary fees, overbooking strutturale), il Parlamento riafferma che l’efficienza del mercato non può essere scaricata sui passeggeri. La decisione ha anche un impatto competitivo: standard elevati e uniformi evitano una corsa al ribasso regolatoria tra Stati membri e rafforzano la credibilità dell’UE come regolatore orientato ai diritti.
E adesso?
Il passaggio in plenaria sarà decisivo, ma il segnale è chiaro: eventuali compromessi con il Consiglio difficilmente ridurranno il perimetro delle tutele. Per le compagnie aeree, questo implica adeguamenti operativi e di pricing, con minore spazio per monetizzare servizi essenziali. Per i policymaker, la sfida sarà garantire applicazione e enforcement omogenei tra Paesi. Per i passeggeri, si profila una normativa più chiara, esigibile e meno onerosa dal punto di vista procedurale.