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Decreto EPR e moda: alla Camera presentate le nuove regole sulla responsabilità estesa dei produttori tessili

Cosa è successo
Martedì 28 aprile, nella Sala della Regina della Camera dei deputati, sono state presentate le novità che riguardano il settore tessile-moda contenute nel decreto EPR, con cui l'Italia recepisce una direttiva europea che estende ai produttori di capi di abbigliamento la responsabilità sull'intero ciclo di vita del prodotto, fino allo smaltimento e al riutilizzo nei nuovi cicli produttivi. L'iniziativa è promossa dall'Intergruppo parlamentare per la Conservazione della Sartoria Tradizionale Italiana, presieduto dal deputato della Lega e vicecapogruppo alla Camera On. Furgiuele.
All'incontro hanno partecipato anche la viceministra dell'Ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava, il presidente della Commissione Attività produttive On. Gusmeroli (Lega) e il presidente della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti On. Morrone (Lega).
Perché è importante
Il decreto EPR introduce un cambio di paradigma nel settore tessile-moda: i produttori non saranno più responsabili solo della fase di fabbricazione, ma dovranno farsi carico dell'intero ciclo di vita dei propri prodotti, inclusi raccolta, smaltimento e reimmissione nei circuiti del riutilizzo. Si tratta di un recepimento di una direttiva europea che punta ad aumentare riciclo, recupero e sostenibilità in un comparto che rappresenta uno dei pilastri dell'economia italiana e che genera rilevanti volumi di rifiuti tessili ancora in larga parte non gestiti in modo strutturato.
E adesso?
- Il decreto è ora in fase di recepimento nell'ordinamento italiano. Le imprese del settore tessile-moda dovranno adeguarsi alle nuove norme sulla responsabilità estesa del produttore, con implicazioni significative sui modelli di business, sulla logistica del fine vita dei prodotti e sugli investimenti in economia circolare.
- Il dibattito istituzionale avviato alla Camera servirà a definire le modalità applicative e a raccordare le esigenze della filiera produttiva con gli obiettivi ambientali fissati a livello europeo.