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Decreto Commissari approvato al Senato con la fiducia: Ponte sullo Stretto, Gran Sasso e Mose

Cosa è successo
Il Senato ha approvato il decreto Commissari con voto di fiducia: 95 favorevoli, 58 contrari e 1 astenuto. Il provvedimento ridisegna la governance delle grandi opere e riordina la galassia di strutture commissariali cresciuta negli ultimi anni.
Sul Ponte sullo Stretto, il governo abbandona l'ipotesi del super-commissario e restituisce la regia al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo i rilievi della Corte dei Conti.
Il decreto definisce una roadmap procedurale precisa: aggiornamento del piano economico-finanziario, nuovi passaggi istruttori, acquisizione dei pareri tecnici e una nuova delibera Cipess come atto chiave dell'iter. Il Mit assume anche il ruolo di cabina di regia nel confronto con la Commissione europea su ambiente, concorrenza e appalti.
Perché è importante
- Il decreto risponde all'esigenza di ricondurre le grandi opere dentro perimetri procedurali più chiari e controllabili, riducendo la frammentazione commissariale e rafforzando la responsabilità dei soggetti attuatori ordinari, Mit, Anas, Rfi, senza rinunciare agli strumenti acceleratori del modello commissariale.
E adesso?
- Il testo arriverà alla Camera il 5 maggio per la seconda lettura e dovrà essere convertito in legge entro il 10 maggio.