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Cuba esaurisce le scorte di carburante e Trump promette 100 milioni di aiuti per fare pressione sul regime

Cos’è successo
Cuba ha completamente esaurito le scorte di gasolio e olio combustibile. Lo ha dichiarato, senza mezzi termini, il ministro dell'Energia del paese, Vicente de la O Levy, in un’intervista, mentre la repubblica socialista sta affrontando un collasso energetico senza precedenti, una condizione definita critica dallo stesso governo locale. Il governo attribuisce la paralisi al blocco statunitense, che ha interrotto i flussi di rifornimento anche da partner storici come Venezuela e Messico, sotto la minaccia di nuovi dazi.
Mentre l’isola è scossa da sporadiche proteste e dall'interruzione di servizi essenziali come ospedali e scuole, Washington ha condizionato un'offerta di aiuti umanitari da 100 milioni di dollari all'attuazione di “riforme politiche radicali nel sistema comunista”. Il clima di tensione è peggiorato dalle reciproche accuse sulla gestione dei canali di distribuzione degli aiuti e dall'inasprimento delle sanzioni americane per violazioni dei diritti umani.
Perché conta
Questa crisi energetica, accompagnata all’offerta più che interessata da parte di Trump, rappresenta un momento decisivo per la tenuta del sistema sociale ed economico cubano.
- L'esaurimento delle scorte paralizza i settori vitali inclusi la sanità e il turismo, mettendo a rischio la stabilità stessa del governo davanti a una popolazione stremata;
- L'isolamento causato dalle pressioni statunitensi su Messico e Venezuela dimostra, almeno in questo caso, l'efficacia della strategia dei dazi nel tagliare i ponti di approvvigionamento dell'isola, che a differenza di altri paesi – come l’Iran per l’export di petrolio – non riesce a trovare vie alternative;
- La proposta economica di Washington segna il ritorno di una diplomazia della pressione, che utilizza la disperazione umanitaria come leva politica per ottenere concessioni o, nell’ipotesi più audace, inserire un cuneo di divisione all’interno del regime castrista.
Adesso
- Nelle relazioni bilaterali, la strategia di Trump appare chiaramente orientata a favorire un cambio di regime, sfruttando la crisi energetica per forzare un crollo strutturale, una resa politica del sistema castrista o, nell’ipotesi al ribasso, un indebolimento della struttura di potere;
- A livello europeo la crisi impone una difficile mediazione tra la volontà di prevenire una catastrofe umanitaria nell'area e la necessità di non entrare in rotta di collisione con la politica estera di Washington in un’area che gli americani considerano di propria pertinenza esclusiva;
- L'Italia ha una storica posizione diplomatica contraria all'embargo e vanta profondi legami culturali e medici con l'isola, considerato che il settore ospedaliero cubano è tra i più colpiti dalla crisi. Difficile, però, aspettarsi prese di posizione forti, per il rischo di minare i rapporti con l’amministrazione Trump.