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Conferenza di Santa Marta sui combustibili fossili: il Pd chiede all'Italia di presentarsi con impegni credibili

Cosa è successo
L'onorevole Simiani (PD), insieme ad altri colleghi del partito, ha presentato un'interrogazione a risposta immediata in Assemblea al ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica per chiedere se l'Italia parteciperà alla Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, in programma ad aprile 2026 a Santa Marta, in Colombia, e con quali posizioni intenda presentarsi.
La conferenza, promossa dai governi di Colombia e Paesi Bassi, punta a costruire una coalizione internazionale per accelerare la transizione energetica in linea con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, con tempistiche certe e obiettivi misurabili per l'abbandono di carbone, petrolio e gas.
Perché è importante
L'interrogazione muove da una contraddizione che i firmatari giudicano evidente: da un lato l'Italia aderisce agli impegni climatici europei e internazionali, dall'altro le scelte energetiche nazionali restano orientate verso le fonti fossili, con uno sviluppo delle rinnovabili frenato da incertezze normative, autorizzative e nei tempi di connessione alla rete. A rendere il quadro più critico, secondo i firmatari, è la recente proroga al 2038 del phase-out del carbone, presentata come misura emergenziale da attivare in caso di prezzi del gas superiori ai 70 euro per megawattora.
Una scelta che i firmatari definiscono inefficace e anacronistica: le centrali a carbone non sono più competitive, la loro eventuale riattivazione richiederebbe tempi tecnici incompatibili con qualsiasi esigenza emergenziale, e il loro contributo alla sicurezza energetica sarebbe marginale, senza alcun effetto concreto sulla riduzione dei prezzi in bolletta per famiglie e imprese. Il risultato, secondo l'interrogazione, è una doppia vulnerabilità: strutturale sul piano energetico ed economico, e diplomatica, con una perdita di credibilità che scoraggia gli investimenti e indebolisce il peso dell'Italia nei negoziati internazionali sul clima.
E adesso?
Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica è chiamato a rispondere in Assemblea su due punti precisi: se l'Italia parteciperà alla conferenza di Santa Marta e quali iniziative intende sostenere in quella sede per promuovere un percorso credibile di uscita progressiva dalle fonti fossili. La risposta dirà molto sulla coerenza tra gli impegni internazionali del Governo e le politiche energetiche effettivamente perseguite a livello nazionale.