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Con le nuove costellazioni satellitari militari, la Space Force Usa porta a oltre 30 mld il valore dei contratti per i lanci spaziali destinati alla difesa

Cos’è successo
La US Space Force ha triplicato il valore massimo del contratto National Security Space Launch (NSSL) Phase 3 Lane 1 da meno di $6 a $17 miliardi, portando il valore combinato Lane 1 + Lane 2 a oltre $30 miliardi. Lane 1 è per missioni a rischio più tollerabile (medium-lift, sperimentali, rideshare), Lane 2 per missioni strategiche critiche (satelliti spia, comunicazioni anti-nucleari).
L’aumento riflette una domanda crescente di lanci per costellazioni militari: Space Data Network (SDN) e Airborne Moving Target Indicator (AMTI) per connettività e targeting globale, oltre a Golden Dome (scudo missilistico con sensori e intercettori orbitali).
SpaceX domina attualmente Lane 1 dove compete con Blue Origin, Rocket Lab, Relativity e altri. Lane 2 è invece limitata a Falcon 9/Heavy e Vulcan certificati. Tutto ciò si inserisce nella politica del Pentagono che sta aumentando rapidamente capacità di lancio per supportare le priorità dell’amministrazione Trump nello spazio. Di conseguenza il budget di Space Force è in forte crescita (la richiesta per l'anno fiscale 2027 è di $71 miliardi).
Perché conta
Il boom di contratti riflette la militarizzazione accelerata dello spazio e la necessità di costellazioni resilienti per guerre moderne (comunicazioni, targeting, capacità di early warning sui missili). Questo dà un enorme impulso all’industria dei lanciatori americana, soprattutto SpaceX, e accelera il passaggio da pochi lanci costosi a un ecosistema di “affordable mass” orbitale.
- Gli Stati Uniti mirano a riguadagnare la leadership nello spazio, grazie alla supremiazia tecnologico-industriale: in questa chiave, i contratti all'industria sono funzionali a tale scopo;
- Il Pentagono sta usando contratti commerciali rapidi per scalare capacità, riducendo dipendenza da sistemi legacy e favorendo innovazione privata (SpaceX, Blue Origin, Relativity).
Adesso
- Space Force e aziende in grado di aggiudicarsi dei contratti scaleranno la produzione di lanciatori e satelliti, con SpaceX in posizione dominante e nuovi entranti che guadagnano quote su Lane 1;
- Cina e Russia accelereranno i propri programmi spaziali militari per contrastare la costellazione USA, aumentando rischi di militarizzazione orbitale, rischi di collisioni e detriti spazili e corsa agli armamenti spaziali;
- Nel lungo termine, questa capacità potrebbe abilitare operazioni congiunte multi-dominio (terra-mare-aria-spazio) più rapide e resilienti, ma solleverà questioni di detriti, norme internazionali e costi sostenibili per mantenere il vantaggio. Al momento, l'Europa è ampiamente tagliata fuori da questa corsa, in quanto la sua industria dei lanciatori non è sufficientemente competitiva.