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Con la Norvegia sono 9 i Paesi europei che si affidano alla deterrenza nucleare francese, l'Italia non c'è

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Con la Norvegia sono 9 i Paesi europei che si affidano alla deterrenza nucleare francese, l'Italia non c'è

Cos’è successo

La Norvegia è diventata il nono Paese europeo ad aderire al programma di "deterrenza avanzata" proposto dalla Francia, segnando una potenziale svolta storica nella politica di sicurezza continentale. L'annuncio, giunto dopo l'incontro a Parigi tra il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ed Emmanuel Macron, risponde alla crescente minaccia russa e all'incertezza sulla tenuta dell'ombrello nucleare degli Stati Uniti.

La nuova dottrina francese, sebbene caratterizzata da una calcolata "ambiguità strategica", punta a legare la sicurezza degli alleati europei alla risposta atomica di Parigi, pur mantenendo il controllo decisionale esclusivo in Francia. Al progetto partecipano già Germania, Polonia, Svezia, Regno Unito, Danimarca, Belgio e Paesi Bassi, anche se con diversi livelli di coinvolgimento: Berlino, ad esempio, invierà osservatori alle esercitazioni francesi da settembre, mentre Varsavia valuta il dispiegamento di caccia Rafale. Il piano ridefinisce gli equilibri geopolitici e la cooperazione militare in Europa, configurando una sfera d'influenza francese a protezione del continente, nel momento in cui la capacità (e la volontà) di risposta americana si fa sempre più incerta.

Perché conta

La progressiva estensione della deterrenza francese rappresenta un passaggio cruciale per gli equilibri strategici occidentali:

  • L'iniziativa risponde alla necessità di creare un'alternativa europea credibile e autonoma rispetto al tradizionale schema della Nato, riducendo la dipendenza strategica da Washington in un'epoca di forte incertezza politica americana;
  • Il coinvolgimento di Paesi chiave e storicamente allineati agli Stati Uniti rafforza la coesione del continente di fronte alla Russia, consolidando un fronte geopolitico compatto lungo l'asse transatlantico;
  • La cooperazione transfrontaliera su un tema sensibile come il nucleare ridisegna la leadership della sicurezza in Europa, posizionando Parigi come fulcro della difesa collettiva continentale.

Adesso

  • Lo sviluppo di questo scudo potrebbe accelerare l'integrazione della difesa a livello Ue, fungendo da catalizzatore per una maggiore autonomia strategica e industriale, capace di includere attraverso accordi bilaterali anche Paesi extra Ue come la Norvegia e il Regno Unito;
  • L'architettura della sicurezza europea vedrà la convivenza complessa tra il modello centralizzato francese e il collaudato sistema di condivisione nucleare della Nato, che garantisce processi decisionali più partecipativi e l'integrazione tattica dei cacciabombardieri alleati;
  • L'Italia, che ospita già ordigni atomici statunitensi e partecipa al nuclear sharing atlantico, si trova nella posizione di dover fare i conti con la necessità di riflettere sul nuovo contesto strategico, ormai sempre più cangiante.

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