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Con l'export di grano ucraino a un terzo del ritmo abituale, per Kiev c'è un rischio di rialzo dei prezzi mondiali fino al 30% come nel 2022

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Con l'export di grano ucraino a un terzo del ritmo abituale, per Kiev c'è un rischio di rialzo dei prezzi mondiali fino al 30% come nel 2022

Cos’è successo

Il ministro dell'Agricoltura ucraino Taras Vysotskyi riferisce che nei primi nove giorni di agosto l'Ucraina ha esportato solo 463 mila tonnellate di grano, un terzo del ritmo consueto. Kiev ha così chiesto alla Commissione Ue 220 milioni di euro a fondo perduto per sussidiare prestiti e permettere alle piccole aziende agricole di trattenere il grano invece di svenderlo. Bruxelles non si è ancora pronunciata in merito.

L'attacco missilistico mortale c'è stato: il 19 luglio una nave cargo al largo di Odessa è stata colpita da missili da crociera russi che hanno colpito il blocco alloggio sul lato di dritta della nave, uccidendo 10 persone a bordo, per poi affondare sei giorni dopo. Le autorità ucraine hanno definito questi attacchi "atti di terrorismo", accusando Mosca di mettere in pericolo l'approvvigionamento alimentare mondiale.

Perché conta

L'Ucraina avverte che, se non si inverte il trend, si rischia un rialzo dei prezzi alimentari mondiali di almeno il 25-30%, con le stesse conseguenze inflattive del 2022. Kiev invia normalmente oltre il 90% del proprio export agricolo via mare: il blocco non è quindi un intoppo logistico, ma un collo di bottiglia sistemico, aggravato dal rischio di saturazione degli stoccaggi con l'arrivo del nuovo raccolto a novembre.

  • Le rotte alternative su rotaia e strada costano 50-70 dollari in più a tonnellata: nel 2022 i prezzi elevati assorbivano il sovrapprezzo, oggi lo rendono antieconomico;
  • Anche la rotta danubiana verso il porto rumeno di Costanza è limitata dal livello dell'acqua ai minimi per siccità, replicando lo stesso collo di bottiglia del Mar Nero;
  • La quota Ue sul grano ucraino resta fissata a 1,3 milioni di tonnellate l'anno: Kiev dichiara di non chiedere maggiore accesso al mercato Ue, solo il transito verso Paesi terzi.

Adesso

  • La Polonia rassicura i propri agricoltori che l'embargo resterà in vigore; secondo il portavoce del ministero degli Esteri Wewiór, i colloqui con Kiev riguardano solo il transito verso Paesi terzi, non l'accesso al mercato polacco;
  • Kiev negozia con Romania, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Moldavia l'aumento delle spedizioni via terra, ma ribadisce che chiederà una quota Ue più alta solo se sarà Bruxelles a proporla;
  • Da monitorare la risposta della Commissione ai 220 milioni richiesti e se lo stallo delle spedizioni si sblocchi prima che il nuovo raccolto saturi gli stoccaggi ucraini.

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