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Con l'elettricità italiana a 113 euro/MWh contro 65 della Spagna e 61 della Francia, Azione e Italia Viva chiedono il ritorno al nucleare

Cos’è successo
L'On. Benzoni (Az), insieme ad altri parlamentari di Azione e Italia Viva, ha presentato questa settimana alla Camera la mozione 1-00579 sul caro energia e sugli strumenti necessari per ridurre stabilmente i costi delle bollette per famiglie e imprese. Il testo prende le mosse dall'andamento dei prezzi internazionali del gas, del petrolio e dei prodotti derivati, aggravato dalle tensioni geopolitiche tra Israele, Stati Uniti e Iran e dalla destabilizzazione delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz, con un'inflazione italiana stimata al 2,6% annuo nel 2026.
La mozione punta a ridisegnare in profondità la strategia energetica nazionale, indicando come ineludibile il ritorno alla produzione elettronucleare in un mix ottimizzato con le rinnovabili. Vengono inoltre richiamate alcune distorsioni del mercato elettrico italiano, dove il prezzo all'ingrosso resta tra i più alti d'Europa (113 euro/MWh nel 2025 contro 90 in Germania, 65 in Spagna e 61 in Francia) anche a causa delle modalità di remunerazione di alcune fonti di produzione e delle attività di trasmissione e distribuzione svolte in regime di monopolio. Il testo richiama anche la necessità di una revisione del Green Deal europeo e del sistema Ets per i settori energivori esposti alla concorrenza internazionale.
Perché conta
L'atto di indirizzo mette a fuoco un insieme di interventi che combinano strategia di lungo periodo (nucleare e mix energetico) e correzioni immediate sulle concessioni esistenti, con un'attenzione specifica alla competitività del sistema produttivo nazionale e all'impatto sui bilanci familiari.
- Si propone di rinnovare le concessioni idroelettriche e geotermiche tramite aste con contratti per differenza, prevedendo una remunerazione stimata intorno ai 55-60 euro/MWh contro l'attuale prezzo di vendita in borsa;
- I firmatari segnalano che le società pubbliche italiane di trasmissione e distribuzione hanno oggi un rapporto tra risultati operativi e fatturato tre o quattro volte superiore a quelle francesi e tedesche;
- La mozione propone la sospensione dell'attuale sistema Ets per i settori energivori in attesa di una riforma organica che ne corregga gli effetti distorsivi sulla competitività.
Adesso
- La mozione sarà esaminata dall'Aula della Camera, con la possibilità per il governo di esprimere il proprio parere sui singoli impegni.