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Con i voti di 4 "ribelli" repubblicani al Congresso, Trump perde il potere di decidere autonomamente le azioni militari in Iran

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Con i voti di 4 "ribelli" repubblicani al Congresso, Trump perde il potere di decidere autonomamente le azioni militari in Iran

Cos’è successo

La Camera dei rappresentanti degli Usa ha approvato una risoluzione per impedire al presidente Donald Trump di proseguire autonomamente le azioni militari in Iran. Il provvedimento è passato con 215 voti favorevoli e 208 contrari, grazie al sostegno decisivo di 4 deputati repubblicani “ribelli” che si sono uniti ai democratici per condannare una guerra che dura da mesi ed erode i consensi.

Questa spaccatura interna segue a distanza di breve tempo un'altra crisi per l'amministrazione, costretta a ritirare il controverso fondo "anti-armamento" da 1,8 miliardi di dollari per gli alleati politici, dopo che i conservatori al Congresso avevano minacciato di bloccare una legge sull'immigrazione. Il progetto puntava a coprire le spese legali di alleati e funzionari ritenuti vittime del presunto uso politico (weaponization) della giustizia e delle agenzie federali, soprattutto durante l’era Biden, oltre a bloccare le verifiche fiscali in corso su Trump, la sua famiglia e le sue aziende. L’iniziativa è stata bloccata da una parte dei repubblicani per ragioni di bilancio, etica e, soprattutto, di opportunità politica in un momento così delicato.

Perché conta

La ribellione del Congresso evidenzia la fragilità dell'esecutivo e ridefinisce gli equilibri sia sul fronte interno sia internazionale:

  • Sul piano politico interno, il voto dimostra il deterioramento del controllo di Trump sulla sua maggioranza, con membri del suo stesso partito disposti a difendere le prerogative costituzionali del Congresso sulla dichiarazione di guerra;
  • La rinuncia forzata al fondo evidenzia come il legislativo non sia più disposto a tollerare misure percepite come personali, utilizzate dal presidente come moneta di scambio a scapito di riforme prioritarie come la sicurezza dei confini;
  • A livello internazionale, la contestazione della linea bellica della Casa Bianca indebolisce la credibilità diplomatica degli Usa, già messa a dura prova dal continuo pingpong di annunci e smentite, e l'efficacia dei canali negoziali in una fase critica del blocco navale nello Stretto di Hormuz.

Adesso

  • All'interno del Partito Repubblicano, le crescenti divisioni interne rischiano di tradursi in una pesante sconfitta alle imminenti elezioni di metà mandato, penalizzando i candidati a causa del calo di popolarità del presidente;
  • Sul piano delle relazioni transatlantiche, l'instabilità istituzionale di Washington costringerà la Ue a mantenere una postura autonoma, focalizzata sulla protezione delle rotte commerciali senza subire le oscillazioni delle decisioni statunitensi;
  • Nella guerra contro l'Iran, l'approvazione della misura costringerà Trump ad accelerare le trattative per un accordo diplomatico immediato, spinto dall'urgenza di fermare un conflitto logorante che fa impennare i prezzi della benzina e amplia le divisioni interne.

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