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Con deficit al 3,1%, Giorgetti esclude aumenti automatici per la Difesa e rinvia la proroga del taglio accise sui carburanti

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Con deficit al 3,1%, Giorgetti esclude aumenti automatici per la Difesa e rinvia la proroga del taglio accise sui carburanti

Cosa è successo

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha presentato il Documento di finanza pubblica, descrivendolo come una "fotografia" dei conti dello Stato strettamente legata all'evoluzione del quadro economico. Il documento, validato dall'Ufficio parlamentare di bilancio l'8 aprile 2026, si presenta in una forma diversa rispetto al passato e si colloca in un contesto che il Ministro ha definito eccezionale e non ordinario, tale da rendere le previsioni già oggi soggette a possibili revisioni.

Le previsioni di crescita del PIL sono state riviste al ribasso: per il 2026 dallo 0,7% allo 0,6%, per il 2027 dallo 0,8% allo 0,6% e per il 2028 dallo 0,9% allo 0,8%. L'indebitamento netto della pubblica amministrazione è stato rivisto al rialzo: 2,9% del PIL nel 2026 (dal 2,8%), 2,8% nel 2027 (dal 2,6%) e 2,5% nel 2028 (dal 2,3%). Il tasso di crescita della spesa netta peggiora nel 2025, passando dall'1,3% all'1,9%, mentre resta confermato all'1,6% per il 2026. Il rapporto debito/PIL si attesta al 137,1% nel 2025, al 138,6% nel 2026, al 138,5% nel 2027 e al 137,9% nel 2028. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Giorgetti ha confermato un valore del deficit/PIL intorno al 3,1%, quindi superiore alla soglia del 3%.

Sul fronte delle spese per la difesa, il ministro ha chiarito che non è previsto alcun aumento automatico nel bilancio dello Stato, ma esiste una risoluzione parlamentare che indica la possibilità di un incremento progressivo, subordinato a determinate condizioni. Sul fronte energetico, Giorgetti ha ribadito che la priorità è contenere l'aumento dei costi di carburanti e trasporti: i tagli ai ministeri sono stati finalizzati a finanziare la riduzione delle accise, misura temporanea in scadenza il 1° maggio.

Perché è importante

  • Il quadro delineato dal Documento di finanza pubblica riflette un mutamento significativo delle prospettive economiche globali, emerso con chiarezza negli incontri internazionali della settimana precedente, in particolare presso il Fondo monetario internazionale.
  • I livelli del debito risentono ancora in misura rilevante degli effetti del Superbonus, che incide per circa 40 miliardi nel 2026 e per ulteriori 20 miliardi nel 2027: in assenza di tale impatto, l'andamento del debito sarebbe stato decrescente. Sul tema della procedura per deficit eccessivo, Giorgetti ha utilizzato la metafora del rigore calcistico - "rigore è quando l'arbitro fischia" - per sottolineare che le regole devono essere rispettate, pur riconoscendo che il tema ha perso centralità dopo il 28 febbraio 2026, data a partire dalla quale il quadro economico e politico è mutato sensibilmente.
  • Il ministro ha anche avvertito che un eventuale aumento delle aspettative di inflazione potrebbe determinare una stretta di politica monetaria, con effetti negativi su imprese, famiglie e finanza pubblica. Sul fronte delle grandi compagnie energetiche, ha richiamato una proposta avanzata insieme ad altri Paesi europei per una tassazione straordinaria destinata a finanziare interventi di sostegno, pur riconoscendo che non ha finora ottenuto consenso unanime.

E adesso?

  • Guardando alle prospettive future, la politica di bilancio dovrà essere adeguata all'evoluzione del contesto economico. Giorgetti non ha escluso, in linea teorica, un'azione autonoma dell'Italia qualora non si raggiunga un coordinamento europeo, sottolineando al contempo che molti altri Paesi si trovano in difficoltà analoghe.
  • Il ministro ha auspicato che l'Unione europea adotti un approccio flessibile piuttosto che rigido di fronte a un contesto globale profondamente mutato, con particolare attenzione alla vulnerabilità dei sistemi industriali energivori, tra cui quello italiano. Nelle prossime settimane il Parlamento sarà chiamato a definire eventuali nuovi indirizzi sulla spesa per la Difesa, mentre la proroga del taglio delle accise sui carburanti sarà valutata a breve. Restano inoltre da completare le nomine per la Consob e per l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, i cui mandati scadono il 4 maggio.

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