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Con debito al 137% del Pil e crescita allo 0,5%, il M5s chiede di rivedere il Patto di stabilità e rivalutare le spese in armamenti

Cos’è successo
La Camera dei deputati ha avviato la discussione generale sulla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle (prima firma On. Scerra), che chiede una revisione integrale del Patto di stabilità e crescita e una rivalutazione degli investimenti europei e nazionali in armamenti. Ad illustrare il testo è stato l'On. Silvestri, che ha attaccato l'impianto delle attuali regole di bilancio europee, definendole tarate su un'epoca ormai superata e incapaci di rispondere a guerre commerciali, crisi energetiche e tensioni geopolitiche. L'On. Silvestri ha inoltre accusato il governo Meloni di una contraddizione di fondo, avendo prima negoziato e firmato il nuovo Patto e ora chiedendone in Europa la sospensione e maggiore flessibilità.
Sul fronte opposto, l'On. Giorgianni (FdI) ha respinto la mozione, sostenendo che molte questioni sollevate dall'opposizione sono già nell'agenda del governo e che la linea seguita è quella di coniugare disciplina finanziaria, crescita e tutela sociale. L'On. Casu (PD) ha invece riportato il dibattito sulla debolezza strutturale dell'economia italiana, indicando tre correzioni necessarie alle regole europee: scorporo degli investimenti strategici, introduzione di una vera "golden rule" sugli investimenti pubblici e creazione di strumenti fiscali comuni per reagire agli shock di sistema.
Perché conta
La discussione mette a fuoco un nodo politico che va oltre la singola mozione, ovvero il modello economico e sociale che l'Unione europea intende perseguire nei prossimi anni e il margine di manovra che resta agli Stati ad alto debito come l'Italia, alle prese con procedura per deficit eccessivo, debito al 137% del Pil e crescita ferma allo 0,5%.
- Il M5s contesta la logica di trovare rapidamente miliardi per il riarmo continentale mentre sanità, istruzione e sostegno energetico restano voci da contenere, in un Paese con quasi sei milioni di persone in povertà assoluta;
- Il Pd insiste sul rischio che, senza crescita, qualsiasi compressione della spesa risulti inutile perché il rapporto debito-Pil continuerebbe comunque a salire;
- Fratelli d'Italia rivendica invece il negoziato europeo come un compromesso utile a ottenere gradualità nei percorsi di rientro e maggiore attenzione agli investimenti.
Adesso
- Il governo si è riservato di intervenire in una seduta successiva, rinviando a una fase successiva il seguito dell'esame e il voto sulla mozione.