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Con 8 mln la Ue lancia SHIELD, una piattaforma AI per blindare le future reti 6G contro le minacce ibride russe

Cos’è successo
La Nato sta implementando una nuova strategia contro le minacce ibride russe che prevede una stretta collaborazione con aziende private (Microsoft, Palo Alto Networks, ESET, utility energetiche e gestori di infrastrutture critiche). L’obiettivo è passare da una risposta reattiva (“whack-a-mole”) a una prevenzione proattiva, integrando dati da sensori privati e comandi militari. La strategia sarà uno dei temi centrali al summit di Ankara di luglio 2026.
In parallelo, l'Unione Europea ha lanciato il progetto SHIELD-6G, finanziato con €8 milioni dal programma Horizon Europe. Coordinato dalla University College Dublin e con 19 partner da 10 Paesi (tra cui Thales), il progetto svilupperà una piattaforma AI-native di Cyber Threat Intelligence per le future reti 6G, con focus su rilevamento proattivo, privacy e resilienza.
Perché conta
I due annunci mostrano una convergenza tra Nato e Ue nella difesa ibrida e cyber, entrambe impegnate a gestire e neutralizzare gli attacchi ibridi russi: cyber, sabotaggi, droni, disinformazione.
- La Nato rafforza la collaborazione pubblico-privato per minacce ibride, mentre SHIELD-6G prepara la sicurezza delle reti del futuro (6G), cercando di ridurre le proprie vulnerabilità strutturali in anticipo;
- I Paesi democratici sono più vulnerabili a minacce ibride (società libere e aperte, movimento di mezzi, persone e capitali, e via di seguito) e poco equipaggiati ad affrontarle: questi sono solo due recenti tentativi volti a risolvere questa tensione.
Adesso
- Al summit Nato di Ankara (luglio 2026) verranno formalizzati meccanismi di condivisione dati e regole di ingaggio con le aziende private;
- SHIELD-6G durerà 36 mesi e consegnerà i primi prototipi e raccomandazioni per gli standard 6G entro il 2028-2029.
- Questo cammino parallelo tra Nato ed UE può creare tensioni, sovrapposizioni e duplicazioni ma anche maggiore convergenza e molteplici soluzioni per risolvere sfide simili ma differenti. Due difficoltà da affrontare: la capacità di trasformare informazioni private in azioni concrete e coordinare queste azioni tra più Paesi sovrani all'interno di framework non perfettamente allineati (Nato e Ue).