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Con 7,4 mld in rinnovabili, l'Ue costruisce corridoi energetici in Nord Africa per ridurre la dipendenza dal gas russo

Cosa è successo
Lo scorso venerdì la Commissione europea ha pubblicato il Piano d'Azione Primavera 2026 del Patto per il Mediterraneo, il primo documento operativo che traduce in interventi concreti, scadenze e finanziamenti gli impegni del quadro di cooperazione lanciato a Barcellona nel novembre 2025 tra l'Ue e i dieci partner della sponda sud: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia. Il Patto è la risposta europea alla crescente instabilità del Mediterraneo. Un tentativo di costruire una cornice strutturata di relazioni economiche, politiche e di sicurezza con il vicinato meridionale, organizzata attorno a tre pilastri:
- persone;
- economia;
- sicurezza.
Il Piano d'Azione fissa le priorità di spesa e le scadenze operative per il 2026.
Perché è importante
La lettura del Piano rivela dove si concentra il peso politico e finanziario reale della Commissione. Il pilastro con le risorse più significative è l'energia: la Trans-Mediterranean Renewable Energy Initiative (T-MED) mobilita garanzie per circa 600 milioni di euro e finanziamenti misti per 100 milioni, con l'obiettivo di attrarre complessivamente 7,4 miliardi di investimenti in rinnovabili, reti e clean tech nella sponda sud. È il cuore strategico del Patto. L'Ue vuole costruire corridoi energetici verso il Nord Africa come risposta strutturale alla dipendenza dal gas russo, con Algeria e Tunisia come perni principali.
Il secondo asse prioritario è la migrazione, trattata con una logica duplice: da un lato i Talent Partnership, circa 7.000 persone da formare e 6.500 mobilità previste entro fine 2026 attraverso il programma THAMM+, con Germania, Francia e Italia come principali contributori, dall'altro il controllo delle frontiere, con oltre 110 milioni di euro destinati alla sola capacità operativa della marina e delle guardie di frontiera egiziane, e programmi analoghi in Tunisia, Libia e Marocco. Migrazione legale e sicurezza delle frontiere sono trattate come due facce della stessa strategia.
Il terzo filone di peso è l'istruzione: la Mediterranean University riceve 11 milioni dalla Commissione più 15,2 milioni da Erasmus+, mentre un MED Skill Tracker viene avviato in tre paesi pilota per rendere portabili e riconoscibili le qualifiche nella regione, strumento funzionale sia ai mercati del lavoro locali che ai percorsi di migrazione legale verso l'Ue.
E adesso
- Le scadenze più significative dei prossimi mesi sono il lancio formale di T-MED nel secondo trimestre, l'estensione del cavo sottomarino Medusa alla Giordania, l'avvio dei pilot sulla Youth Guarantee in Marocco e Tunisia, e il primo forum regionale su pace e sicurezza previsto per fine anno a Bruxelles. Il Piano verrà aggiornato ogni sei mesi.