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Con 15-20 mini reattori tra il 2035 e il 2050, il nucleare potrebbe valere 46 mld di mercato e creare 120 mila posti di lavoro

Cos’è successo
Il vicepresidente per l'Energia di Confindustria, Aurelio Regina, è stato audito questa settimana in commissione Ambiente al Senato, nell'ambito dell'esame del disegno di legge in materia di energia nucleare sostenibile. Nel suo intervento, la confederazione degli industriali ha espresso piena condivisione dell'impianto della riforma, sottolineando il pregio del provvedimento nel collegare l'abilitazione del nucleare al perseguimento dell'indipendenza energetica e al contenimento dei costi per i clienti finali. Regina ha ricordato come il ricorso al nucleare renderebbe l'Italia meno dipendente dai Paesi produttori di combustibili fossili e di materie prime critiche, in un contesto in cui la transizione energetica deve essere realizzabile in un Paese manifatturiero con imprese ad alta intensità energetica e produzioni continue di processo.
Confindustria ha presentato inoltre uno studio realizzato con Enea sull'impatto economico dell'introduzione del nucleare di nuova generazione: secondo le stime, l'utilizzo in Italia di 15-20 mini reattori tra il 2035 e il 2050 potrebbe attivare un mercato complessivo di oltre 46 miliardi di euro, con valore aggiunto di oltre 15 miliardi, la creazione di 120 mila nuovi posti di lavoro e un impatto economico netto positivo per il sistema Paese di oltre 50 miliardi di euro l'anno. Regina ha ricordato che l'avvio di un programma nucleare è un percorso articolato per fasi: dalla creazione di un framework regolatorio anche con partnership estere e lo sviluppo tecnologico degli impianti, alla realizzazione dei primi impianti industriali in Italia, fino alla diffusione delle installazioni sul territorio e all'integrazione nel mix di generazione.
Perché conta
- L'audizione mette a fuoco il ruolo strategico che il nucleare di nuova generazione può svolgere per la competitività del sistema industriale italiano, in una fase in cui il governo ha annunciato l'obiettivo di approvare la legge delega prima della pausa estiva.
Adesso
- Il ddl proseguirà l'esame in commissione Ambiente al Senato, con il prosieguo del ciclo di audizioni e la successiva fase emendativa, in vista dell'obiettivo di approvazione definitiva della legge delega prima della pausa estiva.