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Con 1,4 milioni di perdite dal 2022, la Russia in Ucraina ne conta ora 30.000 al mese contro 27.000 nuove reclute

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Con 1,4 milioni di perdite dal 2022, la Russia in Ucraina ne conta ora 30.000 al mese contro 27.000 nuove reclute

Cos’è successo

Secondo un'analisi del CSIS, la Russia ha sofferto circa 1,4 milioni di perdite in Ucraina (tra morti, feriti, e dispersi) tra febbraio 2022 e giugno 2026. I morti sarebbero circa 450.000. Nel 2026, le perdite mensili hanno toccato le 30.000 unità, contro circa le 27.000 nuove reclute.

La Russia ha quindi subito perdite pari a quattro volte quelle sofferte dagli Stati Uniti in tutte le guerre dalla Seconda Guerra Mondiale e più di nove volte quelle sovietiche/russe nello stesso periodo. L’offensiva di terra russa si è sostanzialmente arenata, con avanzate medie di 50-90 metri al giorno nelle aree chiave (Kostiantynivka, Pokrovsk, Sloviansk) -- tra le più lente nella storia militare dell'ultimo secoolo. Nel primavera 2026 il controllo territoriale russo in Ucraina si inoltre è ridotto, con una perdita netta di circa 400 km² tra aprile e maggio – la prima contrazione mensile netta da agosto 2024.

Perché conta

La guerra di attrito sta erodendo le risorse umane ed economiche russe a un ritmo insostenibile, mentre l’Ucraina passa a una campagna aerea interdittiva che colpisce il retro e l’economia avversaria. Questo ribalta parzialmente la narrativa di “guerra di logoramento vinta da Mosca” e mostra come droni, satelliti ed AI stiano cambiando il carattere del conflitto, imponendo costi cumulativi che mettono in discussione la capacità di Putin di sostenere uno sforzo prolungato senza conseguenze interne profonde.

  • La Russia perde iniziativa sul campo mentre subisce perdite storiche, costringendo Putin a una guerra di consumo che erode reclutamento, economia e coesione sociale, e aprendo opportunità per l’Ucraina di negoziare da una posizione di maggiore resilienza -- che però Putin non può accettare;
  • I numeri dimostrano i limiti di un esercito russo numericamente superiore ma qualitativamente logorato, con un rapporto perdite ucraino-russo salito a quasi 8:1 nel 2026, confermando l’efficacia di una strategia difensiva-asimmetrica supportata da tecnologia occidentale.

Adesso

  • La Russia potrebbe intensificare reclutamento forzato e produzione di droni/missili per compensare le perdite, ma rischiando ulteriori tensioni interne e fughe di capitale/cervelli, mentre Putin cerca una “vittoria” congelata per dichiarare successo senza escalation nucleare;
  • L’Ucraina e gli alleati occidentali potrebbero spingere per aumentare gli attacchi in profondità su industria e logistica russa, combinati con pacchetti di aiuti per mantenere la difesa aerea, mirando a rendere insostenibile il costo del prolungamento della guerra per Mosca.
  • Razionalmente, per la Russia di Putin l'opzione ottimale ora sarebbe una tregua. Politicamente, la Russia di Putin non può, però, cercare una tregua in un momento di debolezza. Scartata l'ipotesi dell'escalation nucleare che, se mai possibile, è oramai poco probabile, la Russia ha solo un'alternativa: continuare a bruciare risorse fino a quando non le avrà terminate.

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