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Comunità energetiche, il Pd chiede al governo di semplificare le regole e allargare gli incentivi

Cosa è successo
L'onorevole Peluffo (PD) ha presentato una risoluzione per sollecitare il governo ad adottare iniziative normative volte a semplificare le procedure burocratiche per la costituzione e il riconoscimento delle comunità energetiche rinnovabili, rendendo più agevole l'accesso ai finanziamenti disponibili.
Perché è importante
La risoluzione nasce da un quadro di forte ritardo attuativo: il decreto incentivi per l'energia condivisa, previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza nell'ambito della Missione 2, è arrivato con 806 giorni di ritardo rispetto ai tempi originariamente stabiliti, pubblicato solo il 23 gennaio 2024. A oggi, secondo i dati del Gestore dei servizi energetici, in Italia risultano attive 154 iniziative di energia condivisa, un numero che, secondo le associazioni di settore, avrebbe potuto essere ben superiore: almeno altre 400 comunità sarebbero state attivabili, coinvolgendo famiglie, imprese, enti del terzo settore e amministrazioni locali.
E adesso?
La risoluzione impegnerebbe il governo su più fronti: prorogare le scadenze per la presentazione dei progetti, estendere gli incentivi ai comuni fino a 30.000 abitanti, allargare la platea dei soggetti ammessi includendo consorzi ed enti di bonifica, consentire l'autoconsumo a distanza, differenziare le tariffe per tecnologia e potenza degli impianti, e introdurre la possibilità di scorporo diretto in bolletta. Al momento è ancora in discussione in X Commissione (Attività produttive) della Camera.