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Commissione Ue lancia “Better Regulation”: taglio fino al 35% degli oneri per le PMI

Cosa è successo?
La Commissione Europea ha lanciato una doppia mossa strategica: semplificazione normativa e rafforzamento del controllo istituzionale. Con la comunicazione “Better Regulation”, Bruxelles punta a ridurre gli oneri amministrativi del 25% (35% per le PMI), introdurre il principio “one in, one out” e rafforzare le valutazioni d’impatto e gli stress test dell’acquis. In parallelo, è stato firmato il nuovo Accordo quadro tra Commissione e Parlamento Europeo, che aggiorna quello del 2010 e aumenta trasparenza, flusso di informazioni e ruolo del Parlamento nei negoziati e nelle deleghe legislative.
Perché è importante
Il messaggio è chiaro: l’Ue vuole passare da produzione normativa a qualità normativa. Ridurre complessità e frammentazione è diventato un tema di competitività, non solo di governance. Per paesi come l’Italia, dove le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo, l’impatto potenziale è diretto: meno burocrazia significa minori costi operativi e maggiore capacità di scalare nel mercato unico. Allo stesso tempo, il rafforzamento del ruolo del Parlamento riequilibra il processo decisionale europeo, aumentando accountability e prevedibilità politica; elementi chiave per imprese e investitori.
E adesso?
- La direzione è una: meno quantità, più esecuzione. La sfida sarà tradurre questi principi in atti concreti, evitando che la semplificazione resti solo dichiarativa. In parallelo, sul fronte digitale, la revisione del Digital Markets Act conferma che il quadro è “fit for purpose” ma si apre già ai prossimi fronti (AI e cloud) con interventi specifici su interoperabilità (es. Android e servizi AI).
- Questo segnala che la strategia Ue non è rallentare la regolazione, ma renderla più mirata e adattiva. Per imprese e governi, significa operare in un contesto meno opaco ma più esigente: meno regole, ma applicate meglio e con meno margine di ambiguità.