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Col decreto Fisco la Pa paga i professionisti fino a 5 mila euro senza passare dalla riscossione, concordato preventivo prorogato al 31 ottobre
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Cos’è successo
La Camera approva il Dl fisco, un testo blindato dalla fiducia, identico a quello uscito dal Senato il 14 maggio. Tra le novità rottamazione quinquies estesa a Imu, Tari e multe stradali, concordato preventivo prorogato al 31 ottobre, soglia a 5.000 euro per i pagamenti della Pa ai professionisti.
Perché conta
La rottamazione quinquies, che consente ai contribuenti di chiudere i propri debiti con il Fisco pagando solo la quota capitale e gli interessi legali, copre i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Per le multe stradali lo sconto vale solo su interessi e aggio, non sulla sanzione.
- L'estensione a Imu, Tari e tributi locali non è automatica: ogni Comune e Regione deve aderire con delibera entro il 30 giugno. Per i 980 Comuni al voto a maggio, l'Anci ha già chiesto una proroga al 31 luglio;
- I debitori potranno pagare in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 o in 54 rate bimestrali distribuite su nove anni al 3% di interesse annuo;
- Sul concordato preventivo, le nuove soglie del 30% e 35% premiano proprio le partite Iva con voti Isa bassi, quelle storicamente considerate meno affidabili.
Adesso
- L'impianto rivela una strategia precisa: portare nell'area di compliance i soggetti più sfuggenti offrendo loro condizioni più vantaggiose, non più restrittive. È la stessa logica che ha guidato il viceministro Leo nella riforma fiscale del biennio 2024-2025, ora generalizzata;
- Il prezzo politico è alto: chi paga le tasse regolarmente vede gli "inaffidabili" ottenere tetti agli aumenti del reddito concordato che a lui sono negati;
- Sullo sfondo c'è il nodo del gettito: con il debito pubblico ai massimi storici, Roma non può permettersi una sanatoria a perdere, ma nemmeno una stretta che svuoti le casse della riscossione di crediti incagliati da venticinque anni.