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Carbonio organico e capacità idrica sono i nuovi indicatori del rischio climatico

Cosa è successo?
Il report “From Carbon to Co-benefits” di UNCCD e Bankers Without Boundaries evidenzia l’emergere di nuove asset class nei mercati ambientali: resilience credits e biodiversity credits. Questi strumenti sono progettati per finanziare adattamento climatico, gestione sostenibile delle risorse idriche e restauro degli ecosistemi, in particolare in aree aride e degradate. A differenza dei tradizionali carbon credits, il loro focus è sulla resilienza dei sistemi naturali e socio-economici, con metriche più ampie e legate agli impatti locali.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, queste nuove asset class aprono una frontiera completamente nuova nel trasferimento del rischio climatico. I resilience credits e biodiversity credits consentono di costruire prodotti parametrici basati su indicatori verificabili come carbonio organico del suolo, copertura vegetativa o capacità di ritenzione idrica, che possono fungere da trigger oggettivi per i pagamenti assicurativi. Inoltre, rappresentano un canale di blended finance in mercati emergenti caratterizzati da bassa penetrazione assicurativa ma alta esposizione ai rischi climatici. Questo permette agli assicuratori di entrare in ecosistemi finora difficilmente assicurabili, riducendo l’asimmetria informativa grazie a framework MRV più strutturati.
E adesso?
Le compagnie assicurative hanno l’opportunità di sviluppare nuove linee di prodotto integrate tra finanza climatica e risk transfer, sfruttando indicatori LDN (Land Degradation Neutrality) come base per polizze parametriche scalabili. Tuttavia, il successo dipenderà dalla standardizzazione delle metriche e dalla credibilità dei sistemi di monitoraggio. In prospettiva, l’integrazione tra assicurazioni, investitori e istituzioni multilaterali potrebbe accelerare la creazione di mercati liquidi per resilience e biodiversity credits, trasformando questi strumenti in componenti strutturali dei portafogli assicurativi legati al clima e alla natura.
Fonte
https://www.unccd.int/sites/default/files/2026-02/Carbon%20finance.pdf