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Caldo e incendi rischiano di causare in Europa perdite di Pil cumulate del 7% dal 2026 al 2030

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Caldo e incendi rischiano di causare in Europa perdite di Pil cumulate del 7% dal 2026 al 2030

Cos’è successo

Le ondate di calore e gli incendi che hanno colpito l'Europa quest’estate stanno mostrando un costo economico reale legato al cambiamento climatico, proprio mentre l'Unione europea rimodella il suo Green Deal per renderlo più favorevole alla competitività industriale. La sola ondata di caldo record di fine giugno è stata collegata dalle autorità sanitarie alla morte di più di 14mila persone, spesso soggetti fragili o con patologie pregresse, mentre gli incendi hanno costretto quasi mezzo milione di persone a fuggire dalle proprie case.

Secondo le stime del gruppo assicurativo Allianz, sommando gli effetti di caldo, siccità e incendi anno dopo anno tra il 2026 e il 2030 l'Europa perderà l'equivalente del 7% del Pil, per un totale di 240 miliardi di dollari in Francia, 147 miliardi in Italia, 131 miliardi in Germania e 120 miliardi in Spagna.

Perché conta

  • Il caldo riduce direttamente la produttività del lavoro, che secondo l'Onu cala del 2-3% per ogni grado oltre una certa soglia, e in Germania le perdite sono state di almeno 6,3 miliardi di euro nella sola ondata di fine giugno;
  • La siccità ha già distrutto i raccolti, con l'associazione cerealicola Coceral che stima 9 milioni di tonnellate di grano perse solo a giugno per 2 miliardi di euro di mancati ricavi, mentre il Reno è sceso al livello più basso dal 1880 costringendo le chiatte a tagliare il carico fino all'80%;
  • Il Danubio ai minimi storici ha spinto l'Ungheria, dove la centrale di Paks fornisce il 40% dell'elettricità nazionale ma produce solo un decimo del normale, sull'orlo della crisi energetica, mentre la Romania ha fatto saltare una roccia per deviare l'acqua verso l'ultimo reattore attivo e in Francia Edf ha fermato tre reattori per mancanza di acqua di raffreddamento.

Adesso

  • Gli incendi, che in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia costavano già 2,1 miliardi di euro l'anno tra il 2011 e il 2018 secondo la ricercatrice Sarah Meier dell'Eth di Zurigo, quest'anno supereranno quella cifra di molte volte: solo in Francia ogni ettaro di bosco bruciato costerà fino a 10mila euro da ricostruire, su 465mila ettari già andati in fumo nell'Ue a fine luglio;
  • La spesa per la ricostruzione post-disastro appare come crescita del Pil nei bilanci nazionali, ma per gli economisti non è il tipo di crescita che conta, perché sostituisce solo capitale distrutto e il denaro non guadagnato quest'anno non potrà essere investito il prossimo;
  • Gli esperti avvertono infine che l'Unione europea rischia di sottovalutare che i danni climatici cresceranno finché le emissioni continueranno a salire, e che ogni rinvio dell'azione climatica renderà il conto finale più salato.

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