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Berlino alza lo scudo contro lo spionaggio russo: centinaia di attacchi ibridi contro l'industria bellica

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Berlino alza lo scudo contro lo spionaggio russo: centinaia di attacchi ibridi contro l'industria bellica

Cosa è successo

Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina nel 2022, le attività ostili russe contro la Germania sono cresciute in intensità e audacia. Il boom della difesa tedesca – con imprese storiche come Rheinmetall che ampliano la produzione, ex fornitori automotive che entrano nel settore e start-up come Quantum Systems che sviluppano droni destinati anche all’Ucraina – ha reso il comparto un bersaglio privilegiato.

Il servizio di intelligence interno tedesco, il Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), ha lanciato lo scorso marzo un avvertimento formale alle imprese del settore della difesa, invitandole ad adottare misure di sicurezza più rigorose di fronte a un forte aumento di minacce ibride. Il presidente del BfV, Sinan Selen, ha sottolineato che gli stati autoritari, in primo luogo la Russia, stanno utilizzando in modo sempre più aggressivo strumenti di spionaggio, sabotaggio, attacchi cibernetici, disinformazione e sottrazione illegale di conoscenze contro l’economia, gli istituti di ricerca e le infrastrutture critiche tedesche.

  • Nel 2025 sono stati registrati 321 casi sospetti di sabotaggio, concentrati soprattutto in Renania Settentrionale-Vestfalia e Bassa Sassonia. Il BfV ha contattato direttamente numerose aziende, con particolare attenzione alle nuove entranti e alle start-up del settore, per sensibilizzarle sui rischi e promuovere una maggiore collaborazione tra Stato e imprese private.
  • Tra gli episodi recenti figurano l’arresto, a metà marzo, di due presunte spie che passavano informazioni su un produttore di droni a servizi russi, l’arresto di un cittadino ucraino alla fine di marzo per attività di spionaggio per conto di Mosca e, a gennaio, il fermo di un imprenditore di Norimberga coinvolto in una rete europea per la fornitura di tecnologie di spionaggio subacqueo alla Russia.
  • Il BfV ha collegato questi fatti a una strategia ibrida più ampia, in cui la Russia considera la Germania un “avversario, talvolta il nemico numero uno”. Parallelamente, a metà marzo il governo tedesco ha adottato una nuova strategia nazionale di protezione economica e ha introdotto il KRITIS law per rafforzare la tutela delle infrastrutture critiche. Le organizzazioni soggette alla legge devono registrarsi presso il BSI (l'agenzia federale per la cybersicurezza), adottare misure tecniche e organizzative di sicurezza, c'è anche l'obbligo di effettuare valutazioni del rischio periodiche.

Perché è importante

La Germania si trova di fronte a una minaccia ibrida sistematica e in evoluzione che non riguarda più solo installazioni militari classiche, ma colpisce direttamente la base industriale della difesa. Il rapido espandersi del settore – necessario per sostenere l’Ucraina e ricostituire scorte nazionali – ha creato nuove vulnerabilità, soprattutto tra le aziende meno esperte di sicurezza.

L’avvertimento del BfV segnala un cambio di passo: la difesa economica e tecnologica diventa parte integrante della sicurezza nazionale complessiva. La Russia non si limita più a raccogliere informazioni, ma mostra maggiore propensione al rischio, arrivando potenzialmente fino a operazioni di sabotaggio fisico e, in casi estremi, a non escludere azioni più gravi. Questo conferma che il fronte interno europeo è ormai pienamente coinvolto nella guerra ibrida in corso.

E adesso?

  • A livello europeo, questo campanello d’allarme rafforza l’urgenza di elevare la resilienza collettiva del settore della difesa e di tutta l'industria sottostante. Le catene di fornitura sono profondamente integrate a livello continentale: componenti, tecnologie e know-how circolano tra Germania, Francia, Italia, Polonia e altri Paesi. Un attacco riuscito a un produttore tedesco di droni, munizioni o sistemi elettronici può avere ripercussioni immediate su consegne verso l’Ucraina o sugli eserciti europei.
  • Nel caso in cui la Germania riuscisse a rafforzare le sue difese, e dunque rendere la sua industria più sicura e resiliente, logicamente le attenzioni russe potrebbero spostarsi altrove, inclusi i Paesi nei quali questi passi non sono stati compiuti.
  • Risulta dunque evidente la necessità di maggiore cooperazione a livello di intelligence, counter-intelligence, resilienza e sicurezza. La sfida riguarda le piccole e medie imprese, le start-up e le amministrazioni pubbliche periferiche, che non possono avere le risorse, le capacità e la visione per affrontare questo tipo di sfide.

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