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Beko Europe, un anno dall'accordo: il tavolo dedicato al MIMIT

Cosa è successo
A un anno dalla sottoscrizione dell'accordo quadro sul piano di trasformazione industriale in Italia, si è tenuto a Palazzo Piacentini — sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, un incontro di aggiornamento sulla vertenza Beko Europe, presieduto dalla sottosegretaria con delega alle crisi d'impresa Fausta Bergamotto. Al tavolo erano presenti i vertici dell'azienda, le strutture del Mimit, i rappresentanti di Invitalia, le Regioni, gli enti locali e le organizzazioni sindacali.
Nel corso della riunione, Beko Europe ha confermato la prosecuzione del piano di trasformazione industriale in coerenza con gli impegni sottoscritti. A un anno dall'accordo, l'azienda ha registrato i primi risultati tangibili: maggiore efficienza operativa, riduzione dei costi, rilancio degli investimenti e un primo incremento significativo dei volumi prodotti. Finora sono stati destinati circa 110 milioni di euro agli stabilimenti italiani, con interventi su automazione, digitalizzazione, ricerca e sviluppo e sostenibilità. Per il sito di Siena è stato confermato il proseguimento del percorso di reindustrializzazione.
Perché è importante
- La vertenza Beko Europe riguarda alcuni dei siti produttivi più rilevanti del settore degli elettrodomestici in Italia, con ricadute significative sull'occupazione in aree già fragili come il maceratese e il fabrianese.
- L'accordo quadro del 2025 ha rappresentato un impegno formale dell'azienda a mantenere e trasformare la propria presenza industriale nel Paese, anche grazie al sostegno pubblico che vincolano Beko a investimenti concreti e verificabili.
E adesso?
- Il tavolo resterà aperto per monitorare l'avanzamento degli impegni assunti dall'azienda, con l'attenzione istituzionale focalizzata sulla concretezza e la tempistica degli investimenti ancora da realizzare.