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Antitrust UE e “campioni europei”: cinque Paesi contro l’allentamento delle regole sulle fusioni
Cosa è successo?
Finlandia, Repubblica Ceca, Estonia, Irlanda e Lettonia hanno presentato un documento informale congiunto in vista del Consiglio Competitività dell’UE per chiedere di non indebolire le norme europee sulle fusioni e sulla concorrenza. I cinque governi sostengono che l’allentamento dell’antitrust non sia la risposta adeguata alla competizione globale o alle distorsioni generate da sovvenzioni estere e ricordano che l’UE dispone già di strumenti per affrontare tali criticità. La posizione riguarda anche il digitale e le telecomunicazioni, dove i firmatari mettono in guardia contro l’estensione artificiale della definizione dei mercati a livello europeo per favorire il consolidamento.
Perché è importante?
Il documento interviene in un dibattito centrale per la politica industriale europea: il bilanciamento tra competitività globale e tutela della concorrenza nel mercato unico. I cinque Paesi sostengono che la dimensione aziendale non debba diventare un obiettivo politico in sé e che la competitività europea si basi su mercati aperti e contendibili piuttosto che su operatori dominanti. Alterare l’approccio economico-basato dell’antitrust, ad esempio ampliando la definizione dei mercati rilevanti, potrebbe danneggiare consumatori e imprese e compromettere il funzionamento del mercato unico.
E adesso?
La presa di posizione alimenterà il confronto politico sul futuro della politica di concorrenza, in particolare nel contesto delle discussioni su revisione delle regole sulle fusioni e strategia industriale europea. Le eventuali riforme dovranno quindi dimostrare, secondo i firmatari, solide basi empiriche e un impatto positivo sulla dinamica competitiva, mantenendo la priorità su innovazione, efficienza e parità di condizioni piuttosto che su deroghe finalizzate alla creazione di “campioni europei”.