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Africa: i cicloni colpiscono i prezzi di 12 prodotti agricoli in 48 Paesi

Cosa è successo
Un nuovo working paper del Joint Research Centre e dell’African Union dimostra che gli effetti di El Niño e La Niña sui prezzi alimentari non sono simmetrici, ma profondamente diversi per commodity e area geografica. Analizzando 48 paesi e 12 prodotti agricoli tra il 1995 e il 2024, il paper mostra che in Africa Sub-Sahariana La Niña riduce significativamente i prezzi di mais e miglio, mentre El Niño lascia questi prodotti relativamente stabili ma spinge al rialzo fagioli, cassava e patate.
Sul riso importato, i due eventi producono effetti opposti e statisticamente significativi. Anche fuori dall’Africa emergono divergenze: per il frumento in Asia e America Latina, sia El Niño che La Niña abbassano i prezzi, ma attraverso meccanismi agricoli completamente differenti.
Perché è importante
Il punto centrale del paper è che trattare El Niño e La Niña come shock climatici speculari porta a modelli di rischio distorti.
- L’asimmetria osservata è robusta a tutte le specifiche statistiche testate e implica che molti sistemi previsionali sottostimano l’impatto inflazionistico degli eventi El Niño in Africa. In pratica, il rischio climatico globale non segue una logica lineare: lo stesso ciclo ENSO produce effetti diversi a seconda del prodotto agricolo, della struttura economica e della geografia;
- Questo rende più complessa la pianificazione su sicurezza alimentare, commercio agricolo e stabilità macroeconomica, soprattutto nei paesi più dipendenti dall’agricoltura e dalle importazioni alimentari.
E adesso?
- Il paper rafforza l’idea che i cicli climatici ENSO debbano essere trattati come vere variabili macroeconomiche di regime, non semplici anomalie meteorologiche. Per governi, banche multilaterali e organizzazioni internazionali, questo significa sviluppare modelli previsionali differenziati per commodity e area geografica, integrando scenari El Niño e La Niña separatamente nelle strategie di sicurezza alimentare e gestione dell’inflazione;
- La crescente volatilità climatica rende infatti sempre meno sostenibili approcci basati su medie storiche o ipotesi di simmetria tra shock climatici opposti.
Fonte
https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC146499/JRC146499_01.pdf