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Accordo strategico Italia-Albania su 13 settori in ratifica alla Camera: dal pattugliamento marittimo regolamento alle regole sulle materie prime critiche

Cos’è successo
Il 13 novembre 2025 a Roma i governi italiano e albanese hanno firmato un accordo di cooperazione strategica che copre un ventaglio molto ampio di settori: sanità, energia, ambiente, sicurezza e industria della difesa, gestione dei flussi migratori, istruzione, innovazione, diaspora, trasformazione economica e crescita intelligente. Il testo, frutto di una trattativa avviata nel giugno 2025, intende creare una cornice organica e di lungo periodo per i rapporti bilaterali, in vista anche del percorso di adesione albanese all'Unione europea.
Il 6 febbraio 2026 il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha depositato alla Camera il disegno di legge di ratifica (A.C. 2788), attualmente all'esame della Commissione Affari esteri. L'intesa avrà durata quinquennale con rinnovo automatico
Perché conta
L'accordo va oltre la consueta dichiarazione di amicizia tra Paesi vicini: istituzionalizza una collaborazione strutturata su tredici aree prioritarie e istituisce un Comitato Congiunto di Cooperazione incaricato di vagliare ogni iniziativa attuativa. Inoltre richiama esplicitamente il Protocollo migratorio Italia-Albania del 6 novembre 2023, indicandolo come modello replicabile con altri Paesi UE ed extra-UE.
- Migrazioni e difesa al centro: tra i punti più sensibili figurano il rafforzamento del pattugliamento marittimo albanese, la cooperazione su rimpatri e Paesi terzi sicuri in vista del Patto UE su migrazione e asilo del 2026, e la produzione congiunta di sistemi, armi, munizioni e navi militari.
- Profilo europeo dell'Albania: molte clausole (energie rinnovabili, Critical Raw Materials Act, standard ambientali, riconoscimento dei titoli secondo la Convenzione di Lisbona) sono pensate per allineare Tirana al quadro normativo dell'Unione.
Adesso
- Il provvedimento dovrà completare l'iter alla Camera e poi passare al Senato per l'autorizzazione alla ratifica; l'entrata in vigore scatterà con lo scambio delle notifiche diplomatiche tra i due governi.