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Accise sui carburanti: 86 milioni di tagli alla Sanità tra le coperture da 527 milioni

Cos’è successo
L'11 maggio l'Aula della Camera dei Deputati ha avviato la discussione sulle linee generali del disegno di legge di conversione del DL 33/2026, recante disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali, già approvato dal Senato. Il relatore, On. Centemero (Lega), ha illustrato i contenuti principali del provvedimento, articolato in 6 articoli: un regime temporaneo di prevenzione delle manovre speculative sui carburanti con obblighi di trasparenza e controlli da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi, della Guardia di finanza e dell'AGCM; una riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e GPL dal 19 marzo al 7 aprile 2026 (poi prorogata da un successivo decreto); crediti d'imposta per autotrasporto (fino a 100 milioni di euro) e pesca (fino a 10 milioni); coperture finanziarie tramite tagli ai bilanci dei ministeri e maggiori entrate IRES e IRAP.
Il dibattito ha visto posizioni nettamente contrapposte. Per le opposizioni, l'On. Ricciardi (PD) ha contestato la modalità dell'intervento, definito tardivo e inefficace, criticando in particolare le coperture ottenute con tagli a sanità, istruzione, ricerca, cultura e cooperazione, e proponendo come alternativa il meccanismo dell'accisa mobile finanziato con l'extragettito IVA. L'On. Alifano (M5S) ha denunciato lo schiacciamento dei piccoli gestori rispetto alle compagnie petrolifere in regime di oligopolio, ricordando la sanzione AGCM da oltre 936 milioni nel 2025 per intesa restrittiva. Dalla maggioranza, l'On Bicchielli (FI) e Giordano (FdI) hanno difeso il provvedimento come risposta tempestiva e responsabile, inquadrando la crisi nel contesto delle tensioni in Medio Oriente e rivendicando la politica di diversificazione energetica del governo.
Perché conta
Il provvedimento affronta uno dei temi più sensibili per famiglie e imprese in una fase di forte instabilità geopolitica, con il Brent quotato attorno ai 105 dollari al barile e il rischio di una crisi energetica prolungata. Gli aspetti centrali emersi dal dibattito sono:
- La copertura finanziaria del decreto, pari a circa 527 milioni, è ottenuta tramite tagli a Ministeri come Giustizia, Esteri (compresa la cooperazione allo sviluppo), Istruzione, Interno, Salute (86 milioni di cui 25 per la ricerca sanitaria), Cultura, Agricoltura e Ricerca scientifica;
- L'intero pacchetto sui carburanti, comprensivo delle successive proroghe, vale oltre 1,1 miliardi di euro complessivi;
- L'AGCM ha sanzionato nel 2025 sei compagnie petrolifere per oltre 936 milioni di euro per un'intesa restrittiva della concorrenza, dato citato dalle opposizioni come prova delle distorsioni del mercato.
Adesso
- L'Aula proseguirà l'esame del provvedimento per la conversione definitiva in legge, consolidando misure in parte già scadute o superate da decreti successivi.