News & BusinessPolitica Internazionale
7 Paesi latinoamericani nell'orbita di Trump, il modello Maga conquista il continente

Cos’è successo
Con la vittoria di Abelardo de la Espriella al ballottaggio presidenziale del 21 giugno, la Colombia è diventata l'ultimo tassello di una svolta a destra che sta ridisegnando la mappa politica dell'America Latina sul modello del movimento Maga di Donald Trump. L'avvocato e imprenditore 47enne, alla sua prima esperienza politica, ha sconfitto il senatore di sinistra Iván Cepeda con appena 200mila voti di scarto, ponendo fine al primo esperimento di governo di sinistra nella storia colombiana, quello guidato dal presidente uscente Gustavo Petro.
Il caso colombiano non è isolato. Nell'ultimo anno hanno virato a destra anche Cile e Honduras, dove a novembre 2025 il magnate immobiliare conservatore Nasry Asfura ha vinto con un margine risicatissimo dopo un'offensiva social di Trump a suo favore. In Perù, Keiko Fujimori, figlia dell'ex presidente autoritario Alberto Fujimori, è stata proclamata presidente eletta il 3 luglio dal Jurado Nacional de Elecciones, dopo aver vinto il ballottaggio del 7 giugno con il 50,135% dei voti contro il 49,865% del candidato di sinistra Roberto Sánchez, un margine di appena 49.641 voti.
A questi si aggiungono El Salvador di Nayib Bukele, l'Argentina di Javier Milei e il Brasile, dove l'ex presidente Jair Bolsonaro resta una figura centrale e suo figlio Flávio è testa a testa nei sondaggi con il presidente uscente Lula in vista delle elezioni di ottobre. In un continente storicamente definito dalle sue inclinazioni socialiste, la sinistra mantiene oggi il potere in soli due Paesi chiave: Messico e Brasile, almeno fino a ottobre.
Perché conta
Il filo conduttore tra questi leader non è solo ideologico ma personale: tutti rivendicano un rapporto diretto con Trump, che a sua volta interviene apertamente nelle campagne elettorali della regione.
- Trump interviene direttamente nelle elezioni straniere: il presidente statunitense ha rotto con la tradizione della Casa Bianca sostenendo pubblicamente candidati specifici, definendo Cepeda un "marxista radicale di estrema sinistra" in Colombia e lanciando un'offensiva sui social a favore di Asfura in Honduras nei giorni precedenti al voto;
- La retorica sicuritaria è il tratto comune a tutti i nuovi leader: de la Espriella ha promesso di bombardare i campi dei gruppi "narcoterroristi" e costruire mega carceri, mentre l'amministrazione Trump ha formalmente dichiarato i cartelli della droga organizzazioni terroristiche, spingendo diversi politici della regione verso posizioni da falco sulla sicurezza per guadagnare il favore di Washington;
- Le pressioni si estendono anche ai governi di sinistra ancora in carica: la presidente messicana Claudia Sheinbaum ha accusato Trump di interferenza elettorale dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato accuse di narcotraffico contro membri del suo partito Morena, chiedendosi se dietro le indagini ci sia un tentativo dell'estrema destra americana di influenzare le elezioni messicane del 2027.
Adesso
- Il Brasile diventa il prossimo banco di prova decisivo: in vista delle elezioni di ottobre, Lula, uno degli ultimi esponenti della cosiddetta "onda rosa" progressista, risulta appaiato nei sondaggi a Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente ed erede politico di un movimento apertamente allineato a Trump;
- De la Espriella dovrà governare senza maggioranza in Parlamento: il nuovo presidente colombiano non dispone di una maggioranza al Congresso, il che renderà difficile attuare molte delle proposte più radicali della sua campagna, nonostante la vittoria elettorale;
- Gli esperti restano divisi sulla reale efficacia del sostegno di Trump: secondo esperti di rischio politico come James Bosworth, molti leader della regione sono arrivati autonomamente su posizioni dure contro la criminalità, il che rende difficile stabilire quanto la svolta a destra dipenda realmente dall'influenza statunitense e quanto invece da dinamiche politiche interne preesistenti.