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615 euro al legale per ogni rimpatrio: il decreto Sicurezza apre uno scontro istituzionale e il governo prepara un correttivo

2 min di lettura
615 euro al legale per ogni rimpatrio: il decreto Sicurezza apre uno scontro istituzionale e il governo prepara un correttivo

Cosa è successo

La Camera dei Deputati ha accordato la fiducia al decreto Sicurezza con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti, blindando il provvedimento nella sua versione originaria. Al centro della tensione politica degli ultimi giorni c'è la norma che prevede un incentivo economico, 615 euro per procedimento, agli avvocati. Il contributo sarà erogato anche nei casi in cui la procedura di rimpatrio non vada a buon fine.

La norma ha sollevato rilievi da parte del Quirinale, ai quali il governo ha risposto annunciando un decreto correttivo che dovrà essere approvato dal Consiglio dei Ministri venerdì 24 aprile, con una riunione straordinaria convocata direttamente a Montecitorio, contestualmente al voto finale sulla conversione in legge. Mattarella attende entrambi i testi per le proprie valutazioni entro sabato. La scadenza per la conversione, pena la decadenza del decreto, è fissata al 25 aprile.

Perché é importante

  • La vicenda ha aperto uno scontro politico e istituzionale su più fronti. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha difeso l'impianto del provvedimento, precisando che il decreto correttivo recepisce le osservazioni del Quirinale senza snaturare la finalità originaria della norma, ovvero rilanciare il tema dei rimpatri volontari assistiti.
  • Le opposizioni hanno attaccato con durezza; la segretaria del Pd Elly Schlein ha definito il decreto «un ulteriore provvedimento di propaganda» e ha parlato di «clamoroso pasticcio istituzionale», sottolineando come il Governo si appresti ad approvare una norma che dovrà essere corretta quasi immediatamente con un altro provvedimento, grazie all'intervento del Quirinale. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte è intervenuto direttamente in Aula accusando la norma sugli incentivi di configurare due reati, patrocinio infedele e corruzione, e definendola un tentativo di rimediare ai fallimenti del Governo nella gestione dei flussi migratori.

E adesso?

  • Prima del voto finale, l'Aula di Montecitorio dovrà esaminare i 145 ordini del giorno presentati dalle opposizioni. Una volta approvato il testo in via definitiva, la legge dovrà essere firmata dal Presidente della Repubblica per la promulgazione e la successiva pubblicazione in Gazzetta ufficiale. I tempi sono strettissimi: tutto dovrà concludersi entro sabato 25 aprile, termine ultimo per evitare la decadenza del decreto.

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